1942
Il Canto del Cigno

Nb Doria: nel 1942 partecipò a numerose missioni di scorta ad importanti convogli diretti in Libia


Gli stati maggiori di tutti i paesi in guerra all'inizio del nuovo anno pronosticarono che questo sarebbe stato l'anno decisivo per la conclusione del conflitto, e fu così. Nel 1942 le forze aereonavali italiane misero a frutto l'esperienza accumulata sulla propria pelle nei precedenti 16 mesi di guerra, raccogliendo le più grandi vittorie italiane della guerra; furono però vittorie non definitive e soprattutto vittorie tattiche, mentre il quadro strategico si andava deteriorando ogni giorno che passava. Dopo i primi mesi di difficoltà in Pacifico gli Stati Uniti spostarono definitivamente l'ago della bilancia dalla parte degli alleati.
Nei primi mesi del 1942, con la M. Fleet priva di navi da battaglia e portaerei, la situazione nel Mediterraneo era a tutto favore della Regia Marina e questo lasciava ben sperare per gli importanti mesi a seguire, fu soltanto un illusione: nonostante alcune vittorie, soprattutto quelle riportate nelle due battaglie di mezzo giugno e mezzo agosto, la situazione peggiorò sempre più. Nella "calda" estate del 1942 con le nostre Nb bloccate nei porti per la ormai disperata scarsezza di nafta, con la cancellazione dell'operazione di invasione su Malta e la battuta di arresto dell'Afrika Korps a El-Alamein le nostre speranze di vittoria erano ridotte al lumicino: la battaglia di El-Alamein e l'operazione Torch le spensero definitivamente.


Padroni del Mediterraneo
Gennaio-Aprile 1942

In questi primi mesi del 1942, grazie alla pratica distruzione della M. Fleet e della Forza K, i nostri convogli verso la Libia navigarono tranquilli, disturbati solamente da qualche attacco aereo proveniente da Malta, tanto che in Aprile non fu persa in mare nemmeno una tonnellata di materiale inviato dall'Italia: peccato non aver potuto inviare in quel periodo rifornimenti ben più consistenti, ma le scarse risorse nazionali stavano ormai finendo. L'unica vera battaglia navale di quel periodo fu la Seconda Battaglia delle Sirte, che fatta passare come grande vittoria dalla propaganda fascista fu in realtà una mezza delusione per i nostri comandi: una nostra formazione navale forte della Nb Littorio non riuscì ad impedire ad un convoglio scortato da soli incrociatori di giungere a Malta, sebbene con vari mercantili affondati dall'aviazione. Da notare che in questi mesi ricominciò con violenza inaudita il bombardamento aereo su Malta, ad opera del II C.A.T. e della Regia Aeronautica in vista di un possibile sbarco da effettuare in estate.


Mesi Decisivi
Maggio-Agosto 1942

La pressione sull'isola di Malta raggiunse punte mai viste nel mese di maggio: nell'isola si attendeva ormai a giorni l'invasione delle forze dell'asse che però non arriverà mai. Nei mesi successivi la vittoria in Mediterraneo che sembrava ormai a portata di mano sfuggì: con il ritiro di gran parte del II C.A.T. richiamato in Russia, la pressione sull'isola diminuì notevolmente. Per riportare l'isola ad un minimo di efficienza nel mese di giugno fu tentata una colossale operazione di rifornimento combinata: da Alessandria e da Gibilterra. Soltanto 2 degli 11 piroscafi partiti da Gibilterra riuscirono a raggiungere l'isola, mentre quelli di Alessandria dovettero tornare indietro poiché la flotta italiana, numericamente molto più forte, era uscita per sbarrargli la strada. La vittoria italiana risultò molto evidente anche per gli inglesi che infatti in agosto con l'Operazione Pedestal ritentarono di rifornire Malta da Gibilterra; si scatenò così la battaglia aereonavale di mezzo agosto che nonostante la perdita di una portaerei, due incrociatori un Ct e 11 piroscafi fu un successo strategico inglese che riuscirono a scaricare sull'isola più di 30.000 t di rifornimenti: da quel momento Malta ricominciò a infliggere perdite sempre più pesanti ai nostri convogli in Libia proprio quando in Africa ci si apprestava a combattere la battaglia decisiva a El-Alamein.


La Fine delle Illusioni
Settembre-Dicembre 1942

Con l'arrivo a Malta dei resti del convoglio Pedestal tutti coloro che vollero capire, capirono: l'Italia aveva ormai perso le poche residue speranze di vincere una guerra nel Mediterraneo. Con l'Afrika Korps bloccata a El-Alamein, con Malta di nuovo pronta a colpire i nostri convogli verso la Libia, con la flotta bloccata nei porti e con le risorse nazionali ormai praticamente esaurite la situazione poteva collassare da un momento all'altro.
Il 23 Ottobre l'VIII Armata del generale Montgomery attaccò su fronte di El-Alamein i resti dell'esercito italo-tedesco, la resistenza fu superiore ad ogni aspettativa, ma dopo ben 12 giorni di durissima lotta i soldati dell'asse furono costretti a ritirarsi per non venir annientati dalla schiacciante superiorità di uomini e di mezzi che il nemico poteva mettere in campo. La ritirata prese ben presto le dimensioni di un " si salvi chi può ": il 12 novembre gli alleati entrarono a Tobruck, il 13 a Derna e il 18 a Bengasi. Nel frattempo l'8 novembre un'armata di oltre 300 navi aveva portato a termine l'Operazione Torch: l'invasione dell'Algeria e del Marocco per prendere tra due fuochi i resti dell'armata di Rommel. Come risposta a tale sbarco l'asse occupò la Tunisia ( tale manovra era stata suggerita, ma non accettata dai tedeschi, dalla Regia Marina già alla fine del 1940 per rendere più sicuri i traffici mercantili con la Libia ). A metà novembre un altro convoglio britannico, protetto solamente da alcuni Il e Ct, raggiunse Malta senza nessun contrasto navale: la guerra sul mare era già persa!


Perdite Navali nel periodo 1 Gennaio-31 Dicembre 1942


Regia Marina Italiana Mediterranean Fleet
Navi da Battaglia

Portaerei
1
Inc pesanti 1
Inc leggeri 2 5
Cacciatorpediniere 9 18
Torpediniere 6
Sommergibili 23* 16
*Compresi quelli perduti in Atlantico


 Settembre-Dicembre 1941  Gennaio-Aprile 1942