Lo Scontro
di
Capo Passero
Genesi
Nonostante i rifornimenti appena ricevuti Malta necessitava ancora urgentemente di materiali di vario genere per rappresentare una minaccia al traffico italiano diretto in Libia, così, sotto pressanti richieste del comando dell'isola, che temeva ancora uno sbarco sull'isola, si decise di inviare per la prima decade di ottobre un nuovo convoglio verso l'isola. Poiché l'Amm. Cunningham sapeva che ormai le corazzate italiane erano tutte entrate in servizio, in realtà l' Andrea Doria non aveva ancora raggiunto un sufficiente grado di addestramento, decise di scortarlo con tutta la flotta.
Così l' 8 ottobre quando il convoglio composto da 4 piroscafi con la scorta diretta di due Inc c.a. Calcutta e Coventry e di 4 Ct, uscirono per proteggerlo le Nb Warspite, Valiant, Malaya, Ramillies, le Np Illustrious, Eagle ( con un totale di 54 aerei: 22 Swordfish, 16 Hurricane, 16 Fulmar ), l' Ip York, gli Il Gloucester, Liverpool, Ajax, Orion, Sydney e 16 Ct.
La nostra aviazione da ricognizione non scoprì mai il convoglio e il primo avvistamento fu fatto alle 9:45 del giorno 11 da una aereo civile della linea Italia-Libia a circa 70 miglia da Malta; il convoglio arrivò indisturbato alle 16:00 di quello stesso giorno, il Ct Imperial urtò contro un mina e fu rimorchiato a Malta.
La ricerca del nemico
Purtroppo la mancata scoperta delle navi inglesi nei giorni 8-9-10 ottobre aveva reso impossibile uno scontro navale, anche se effettivamente poiché a 5 Nb italiane gli inglesi opponevano 4 Nb e 2 Np lo scontro non era certo a nostro favore; nonostante ciò Supermarina appena avuta notizia della presenza nei pressi di Malta di una formazione inglese decise di far eseguire durante la notte azioni di rastrellamento e di attacco silurante da alcune squadriglie di Ct e Tp oltre ad alcuni appostamenti di Mas oltre a ordine alle due squadre navali di essere pronte a muovere in tre ore.
Fu così ordinato per la notte del 11-12:
alla 11° Sq Ct e alla 1° Sq Tp di effettuare una ricerca a rastrello ad est di Malta
alla 7° Sq Ct di effettuare una ricerca a rastrello presso Capo Bon
alla II Flottiglia Mas di effettuare agguati presso l'isola di Gozo e a La Valletta.
In quella notte il grosso ( tutte le Nb e le portaerei, la 3° Div Inc e tutti i Ct ) della M. Fleet stava facendo ritorno ad Alessandria, come giustamente previsto da Supermarina, protetto con posizione nordest rispetto a tale formazione dalla 7° Div Inc ( Ajax, Orion, Sydney ) che navigava in linea di rilevamento, con l'Ajax nella posizione più settentrionale ( cioè la più pericolosa, poiché gli eventuali attacchi italiani sarebbero provenuti da quella parte ).
Le unità della 1° Sq Tp e dell' 11° Sq Ct iniziarono il rastrellamento alle 01:00 del 12 ottobre con un intervallo in media di circa 4 miglia da unità a unità; l'intervallo tra la squadriglia delle Tp e quelle dei Ct era invece di circa 8 miglia con le Tp a nord e i Ct a sud, la velocità di pattuglia era 12 nodi con rotta 270°; il tempo era buono e la luna praticamente piena fecero si che la visibilità era molto buona, poiché la direttrice della ricerca era eseguita da levante a ponente le siluranti erano in una posizione ottima poiché avrebbero avvistato il nemico prima di essere stati avvistati: di conseguenza le più avvantaggiate da questa situazione furono le Tp, che si trovava a nord della catena di ricerca. Alle 01:38 la Tp Alcione lanciava il segnale di scoperta, l'attacco iniziava.
L'azione
La manovra di avvicinamento del bersaglio, individuato a ben 18.000 metri, con rotta contraria alla propria, da parte della Tp Alcione durò circa 20 minuti e alle 01:57 lanciò due siluri sul lato sinistro del bersaglio ( che era l'Il Ajax ) da una distanza circa di 2000 metri. Alla stessa ora anche la Tp Airone, che aveva avvistato il nemico alle 01:42, lanciò due siluri sul lato sinistro del bersaglio e altri due furono lanciati alle 01:58 con nuovi dati, poiché si era avuta l'impressione che il nemico avesse cambiato rotta, subito dopo aprì il fuoco contro la nave nemica proprio mentre la Tp Ariel
si apprestava a lanciare i suoi siluri sul lato destro del bersaglio.
Come si vede l'attacco fu perfettamente eseguito tanto che nel giro di 4 minuti vennero lanciati contro il nemico 7 siluri ( 6 da sinistra e 1 da destra ), purtroppo nessun siluro andò a segno mentre l'Ajax, che aveva ricevuto l'ordine di non rendere palese la sua posizione sparando per primo ( per non mettere in pericolo il Grosso che seguiva a poca distanza ), stava solo aspettando il momento per colpire, appena l'Airone aprì il fuoco invertì la rotta, cosa che rese impossibile il lanciò di altri siluri da parte dell'Alcione, e aprì il fuoco sulle tre torpediniere contemporaneamente con tutto l'armamento:
la Tp Ariel fu colpita subito da numerosi colpi al galleggiamento e affondò in pochi minuti
la Tp Airone, dopo aver colpito tre volte l'incrociatore nemico, causando 12 morti e 22 feriti e distruggendo un complesso da 102 mm fu investita da una infinità di colpi e fu messa fuori combattimento in quattro minuti e affonda alla 03:34.
la Tp Alcione sparò 15 salve senza risultato e perse il contatto alle 02:03, rimase in zona per prestare aiuto ai naufraghi.
L'attacco delle Tp si era concluso con un disastro, mentre i Ct ricevuto il segnale di scoperta stavano accorrendo nella zona, questa volta l'Ajax sparò non appena individuò le navi, poiché l'ordine impartito in precedenza non era più valido, favorito dal fatto che i Ct si trovavano in una situazione di luce sfavorevole:
il Ct Aviere ricevuto il segnale di scoperta accosta a nord alle 01:56 e alle 02:10 avvista il nemico; mentre si appresta a lanciare, alle 02:15 viene colpito da una salva a prua e una poppa che causarono la mancanza di energia elettrica e la distruzione dell'apparato di punteria e del complesso binato di poppa. Tali danni obbligarono il comandante a ordinare di ritirarsi, perde il contatto alle 02:18.
il Ct Artigliere ricevuto il segnale di scoperta accosta a nord alle 01:50 e alle 02:29 avvista il nemico; mentre si appresta a lanciare, alle 02:31 viene ripetutamente colpito e riuscì a lanciare un solo siluro. I colpi provocarono l'esplosione delle riservette del pezzo prodiero da 120 mm con conseguente vasto incendio, mentre in rapida successione altri 4 colpi raggiunsero la nave ( due in coperta, uno nella caldaia centrale e uno in sala macchine di prora ). Riuscì a mettere a segno 4 colpi che distrussero un cannone da 102 mm e provocarono altri danni minori. Rimase immobilizzato per i danni subiti.
il Ct Camicia Nera avvistò il nemico alle 02:47 e mentre cercava di avvicinarsi scambio con l'incrociatore due salve senza risultato.
il Ct Geniere non riuscì ad avvistare il nemico.
Il rientro alle basi
Terminata la sfortunata azione d'attacco le navi italiane iniziarono le manovre di rientro: l'Alcione, che aveva recuperato i naufraghi dell'Airone, l'Aviere, pur con gravi danni a bordo, scortato dal Geniere rientrarono ad Augusta senza essere disturbati fra le 8:00 e le 12:00.
L'Artigliere che era rimasto immobilizzato per i danni ricevuti, riuscì alle 03:00 a mettere in moto una macchina utilizzando la sola caldaia rimasta illesa e inizio lentamente a dirigersi a nord; alle 04:00 circa fu costretto a fermarsi poiché non si poteva più alimentare la caldaia. Sopraggiunto il Camicia Nera si inizio l'operazione di rimorchio, dopo le 08:00 si intravidero le sagome di navi nemiche che dirigevano sui due caccia ed entrarono in azione alcuni aerei nemici, così alle 08:10 il Camicia Nera lasciava il rimorchio per mettersi in salvo abbandonando il compagno ferito al suo triste destino. L'Artigliere era infatti condannato e alle 09:05 dopo essere stato ripetutamente colpito da proiettili e da un siluro dell'Inc York affondò. Il Camicia Nera, inseguito da 2 Inc e 3 Ct ed attaccato da 10 aerei, riuscì con abili manovre e occultandosi nella nebbia artificiale a scampare alla distruzione e raggiunse Augusta poco prima di mezzogiorno.
Inutile e tardiva fu l'uscita ( salpati alle 08:00 da Messina ) della III Div per portare aiuto alle navi danneggiate che rientrò nel pomeriggio al porto di origine.
La flotta inglese dopo essersi riunita ed aver informato con un segnale in chiaro la posizione dei naufraghi italiani, cosa che fece molto arrabbiare Churchill poiché riteneva che fosse un gesto di cavalleria eccessiva ( in quei giorni i nostri aeroplani avevano iniziato le operazioni di bombardamento su Londra ), fece rotta su Alessandria attaccata più volte da bombardieri italiani in quota che non causarono danni. Ebbero successo invece i nostri primi aerosiluranti, arma di cui solo ora capivamo l'importanza, che alle 19:00 del 14 ottobre colpivano l'Inc Liverpool che ebbe gravi danni a prua, riuscendo comunque ad arrivare ad Alessandria il 16, mentre il resto della flotta era giunto la notte precedente.
Considerazioni
Due squadriglie di siluranti perfettamente addestrate e ben comandate avevano fallito completamente il loro compito, perché? A questa domanda Supermarina non riusciva a dare una risposta, che invece era semplicissima l'incrociatore che aveva combattuto contro le nostre unità, l'Ajax, aveva il radar cosa che le nostre navi non solo non avevano ma si ignorava l'esistenza di un tale dispositivo!
Dopo questo scontro nacque in tutte le navi italiane, la giustificata, paura della notte che sommata a quella degli attacchi di aerei nemici faceva sembrare, agli occhi dei nostri marinai, le proprie navi come trappole mortali: è mia opinione che questo episodio, insignificante nel corso della guerra, fu fondamentale poiché moralmente tutti, dall' Amm. di S.M. all'ultimo dei marò, si erano resi conto della superiorità, tecnica, del nemico.