Cacciatorpediniere
Classe
Mirabello

Il vecchio Riboty nel 1942


Lo scoppio della prima guerra mondiale, nonostante l'iniziale dichiarazione di neutralità italiana, rese evidente, in seno agli organi dirigenti della Regia Marina, la necessità di aumentare il numero di unità sottili; furono approvati e finaziati numerosi programmi navali tra i quali quello di progettare e costruire una serie di grossi esploratori da circa 5000 t di dislocamento. Tale decisione venne però subito riconsiderata per il costo e il lungo tempo di approntamento di tali unità. Vennero cosi impostati fra il 1914 e 1915 i tre esploratori della classe Mirabello da 1800 t di dislocamento standard. Queste unità si rivelarono ottime navi: stabili e manovrerie, dotate di un buon armamento e di una notevole autonomia; alle prove del 1917 superarono i 35 nodi di velocità massima. Le linee generali riprendevano quelle dei riusciti esploratori classe Poerio del 1913, con due fumaioli ravvicinati tra loro. L'armamento artiglieresco fu costituito sul Racchia e sul Riboty da un cannone da 152 e 7 da 102, mentre sul Mirabello fu preferito la soluzione monocalibra con 8 cannoni da 102; quest'ultima soluzione fu poi adottata su tutte le navi anche in virtù di eccessive sollecitazioni alle sovrastrutture esercitate dal pezzo da 152. Scarso fu invece l'armamento silurante consistente in soli 4 tubi da 450 mm.

Impiegate con ottimi risultati in guerra le tre unità furono sottoposte a lavori minori durante gli anni successivi, durante i quali vennero installate due mitragliere da 40 mm, idrofoni migliorati e due tramoge per bombe di profondità. Il Racchia fu perso disgraziatamente il 19 luglio 1920 per esplosione di una mina al largo di Odessa. Con ormai più di 20 anni di onorato servizio ( furono declassati a Cacciatorpedieniere nel 1938 ) allo scoppio della seconda guerra mondiale si trattava di unità dallo scarso valore bellico: armamento sorpassato e privo di centrali di tiro oltre ad una velocità massima ridottasi a 27 nodi. Furono usati in scorta a convogli secondari sopratutto sulle rotte verso e dall'Albania e Grecia, oltre ad alcune missioni di cannoneggiamento sempre nel settore adriatico.

  • Carlo Mirabello, entrato in servizio nel 1916. Durante la guerra fu usato esclusivamente per protezione del traffico verso Albania e Gregia. Affondato per mina il 31 aprile 1941 a nord di Cefalonia ( isole Ionie ).
  • Augusto Riboty, entrato in servizio nel 1917. Durante la guerra operò come scorta di numerosi convogli anche nel Canale di Sicilia. Nel 1942 subì una prima modifica all'armamento sbarcando due cannoni da 102 e imbarcando una terza mitragliera da 40 mm, nel 1943 dopo ulteriori lavori l'armento risultò costituito da: 4 cannoni da 102 mm, 6 mitragliere da 20 mm oltre ai soliti 4 tubi lanciasiluri e alle 2 tramoge ( fu però aumentata la scorta di bombe di profondità ). Destinato all'Unione Sovieta per il trattato di pace, in ragione della sua età e usura non venne mai ritirato e utilizzato a Taranto per diversi anni come pontone per poi essere demolito. Fu il Ct che svolse in tempo di guerra la più intensa attività con 365 missioni di scorta e 70.350 miglia percorse.

    Caratteristiche:

    Lunghezza: 103,75 m
    Larghezza: 9,74 m
    Immersione: 3,6 m
    Dislocamento: standard 1819 t
    pieno carico 2330 t
    Apparato motore: 4 caldaie e 2 gruppi turboriduttori con 35.000 cv / 2 assi
    Velocità: 27 nodi
    Armamento: Il 10 giugno 1940 8 cannoni da 120/45 mm (in 8 impianti singoli)
    2 mitragliere da 40 mm
    4 tubi lanciasiluri da 450 mm
    2 tramoge per bombe di profondità
    Equipaggio: 10+146