Cacciatorpediniere
Classe
Navigatori




La costruzione da parte della marina francese di numerosi "super-caccia" e la successiva decisione di controbattere tale tipo di navi con una possente formazione costituita da veloci incrociatori leggerei e da grossi Ct portò allo sviluppo degli esploratori ( dal 1938 Cacciatorpediniere ) classe Navigatori. Il progetto si basò sull'esperienza dei validi Leone, tuttavia per permettere a questi caccia di operare con i veloci incrociatori leggeri furono apportate sostanziali modifiche in modo da permettere a queste unità una velocità massima continuativa di ben 38 nodi. Fu per questo deciso di potenziare notevolemente l'apparato motore e di affinare le forme dello scafo; la disposizione delle caldaie si rivelo particolarmente inteligente: da prua a poppa erano infatti disposte 2 caldaie, 1 gruppo turboriduttore, 2 caldaie, 1 gruppo turboriduttore; in questo modo si garantiva la mobilità dell'unità anche con un colpo in uno qualsiasi dei locali sopracitati, ovviamente fu necessario dotare l'unità di due fumaioli notevolmente distanziati fra loro. L'armamento originario era composto da 6 cannoni da 120 mm scudati in 3 complessi binati: uno a prua, uno a centro nave e sulla tuga di poppa. le 2 mitragliere da 40 mm erano dietro al secondo fumaiolo, mentre le 4 mitragliere da 13,2 erano in due postazioni binate ai lati del primo fumaiolo; i 6 lanciasiluri in due complessi trinati erano posizionati sul centro di simmetria della nave prima e dopo il secondo fumaiolo. Non c'era armamento anti-som. In origine si pensava di costruire ben 24 navi di questo tipo in due successive serie di 12, ma motivi economici resero necessario il dimezzamento dei piani produttivi; il Vivaldi fu il primo ad essere impostato nel maggio del 1927, l'ultimo fu il Pigafetta nel dicembre del 1928.

Sin dalle prime prove, nonostante le eccezionali prestazioni velocitistiche riscontrate ( il Pigafetta toccò i 41,6 nodi ), risultò da subito precaria la stabilità trasversale in modo pericoloso; nel bienno del 1930-31 a tutte le navi furono apportate notevoli modifiche per ridurre i pesi disposti in alto: fu abbassata di un livello la sovrastruttura prodiera della plancia di comando, sostiuto l'albero a tripode con uno semplice a fuso, inutiliazzazione dei depositi di nafta sopra il galleggiamento ( riducendo di circa 100t la disponibilità di combustibile con ovvie ripercussioni sull'autonomia ), sostituzione dei due impianti trinati lanciasiluri con due impianti binati più leggeri. Per migliorare le non eccelse qualità evolutive, ovvia conseguenza di navi lunghe e strette pensate per le alte velocità, nel 1932 venne sostituito il timone originale con uno più grande. Dopo questa serie di modifiche queste navi furono intensamente utilizzate rivelandosi buoni bastimenti e possentemente armati; a conferma della fiducia in queste unità venne deciso nel 1938 di modificare radicalmente lo scafo aumentando la larghezza di un metro e modificando la forma della prua per risolvere definitivamente i problemi originali di stabilità. A modifiche completate le navi ebbero un dislocamento aumentato di circa 250 t, ottime qualità nautiche, maggiore autonomia ma una perdita di velocità di circa 3-4 nodi ( da sommarsi a quella dovuta dall'età delle navi ); in questi lavori fu potenziato anche l'armamento raddoppiando le mitragliere da 13,2 mm e installando due tramogge per bombe di profondità, su alcune delle ultime navi modificate fu anche riportato a 6 il numero di tubi lanciasiluri mediante l'utilizzo di un nuovo impianto trinato alleggerito. All'inzio del conflitto 10 navi erano già state modificate, per le due ancora non modificate ( Usodimare e Da Recco ) venne deciso di annullare tali modifiche. Da ricodare nel 1930-31 l'attività di 8 navi di questa classe come scorta e punti di sostegno per la famosa trasvolata Italia-Brasile dei 14 idrovolanti del generale Italo Balbo.

In guerra queste navi furono praticamente da subito impiegate nel pericoloso ma importantissimo compito di protezione del traffico dove si rivelarono particolarmente adatte in virtù del possente armamente artiglieresco; la velocità massime delle unità modificate in guerra non superò mai i 28-29 nodi. In virtù della capacità di carico di circa 100 mine furono anche intensamente impiegati in missioni di posa campi minati nel Canale di Sicilia. Si rivelarono di costruzione robusta, capaci subire notevoli danni sia per opera del nemico sia per collisioni con altre navi ( ben 7 con mercantili a conferma delle difficoltà operative nelle missioni di difesa del traffico ). Durante la guerra fu potenziato notevolmente l'armamento antiaereo, mentre quello anti sommergibile rimase scarso date le scarse qualità evolutive di queste navi ( fondamentali nelle operazioni a bassa velocità tipiche della guerra sottomarina ).

Caratteristiche:

Lunghezza: 107 m
Larghezza: 11,15 m
10,20 m per Usodimare e Da Recco
Immersione: 4,5 m
4,3 per Usodimare e Da Recco
Dislocamento: standard 2125t, a pieno carico 2880 t
standard 1900t, a pieno carico 2600 t per Usodimare e Da Recco
Apparato motore: 4 caldaie e 2 gruppi turboriduttori per 55.000 cv/ 2 assi
Velocità: 28 nodi
33 nodi per Usodimare e Da Recco
Armamento:
Il 10 giugno 1940
6 cannoni da 120/50 mm (in 3 complessi scudati)
2 mitragliere da 40 mm
8 mitragliere da 13,2 mm
4 o 6 lanciasiluri da 533 mm
2 tramogge
Equipaggio: 15+215


  • Luca Tarigo, entrato in servizio nel 1929. Durante il periodo 1939-40 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Durante una di queste missioni, mentre scortava con altri due Ct 5 piroscafi diretti in Libia, venne affondato durante un combattimento notturno da ct inglesi il 16.4.1941; prima di affondare alcuni uomini riuscirono a lanciare una salva di siluri che provoco l'affondamento del Ct inglese Mohawk.
  • Lorenzo Malloncello, entrato in servizio nel 1930. Durante il periodo 1939-40 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 partecipò alla battaglia di mezzo Giugno con la VII divisione navale dove attaccò il convoglio nemico insieme al Vivaldi. Lo stesso anno fu sottoposto ad un importante turno di lavori dove venne imbarcato un radar tedesco "De.te" e modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 7 mitragliere da 20 mm ( in 7 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Fu affondato il 24.3.1943 per urto contro una mina al largo di Capo Bon mentre eseguiva una missione di trasporto truppe verso la Tunisia.
  • Leone Pancaldo, entrato in servizio nel 1929. Durante il periodo 1938-39 subi importanti lavori di modifica. Dopo aver preso parte alla battaglia di Punta Stilo fu affondato nel porto di Augusta il 10 luglio 1940 da un attacco di aereosiluranti inglesi. Poichè i danni risultarono non particolarmente gravi venne successivamente recuperato e rientrò in servizio il 12 dicembre del 1942; in questi lavori fu installato un radar italiano EC3 ter/ Gufo e modifcato l'armamento secondario: vennero installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 9 mitragliere da 20 mm ( in 9 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Fu affondato il 30.4.1943 da cacciabombardieri mentre eseguiva una missione di trasporto truppe verso la Tunisia.
  • Antonio da Noli, entrato in servizio nel 1929. Durante il periodo 1939-40 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 venne modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 7 mitragliere da 20 mm ( in 7 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Nel 1943 venne predisposto per l'imbarco di un radar italiano EC3 ter/ Gufo, ma non fu possibile installarlo per l'avvento dell'armistizio. Fu dislocato d'urgenza ( insime al Vivaldi ) a Civitavecchia per trasportare il Re alla Maddallena, abbandonati a se stessi ( il Re diresse a Pescara ) diressero verso la Corsica: incappò in un campo minato per sfuggire alla batterie tedesche di Bastia e gravemente danneggiato dallo scoppio di una mina; venne autoaffondato il 10.9.1943.
  • Ugolino Vivaldi, entrato in servizio nel 1930. Nel 1938 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Il 1° agosto 1940 affondò, speronandolo, il sommergibile inglese Oswald. Nel 1942 partecipò alla battaglia di mezzo Giugno con la VII divisione navale, attaccò il convoglio nemico insieme al Malloncello, durante l'azione venne attaccato da 9 ct nemici e gravemente dannegiato, riscì a salvarsi con l'aiuto del Malloncello. Durante le riparazioni per i danni subiti venne modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 9 mitragliere da 20 mm ( in 9 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Nel 1943 venne predisposto per l'imbarco di un radar italiano EC3 ter/ Gufo, ma non fu possibile installarlo per l'avvento dell'armistizio. Fu dislocato d'urgenza ( insime al da Noli ) a Civitavecchia per trasportare il Re alla Maddallena, abbandonati a se stessi ( il Re diresse a Pescara ) diressero verso la Corsica: venne affondato il 10.9.1943 dalle batterie tedesche di Bastia.
  • Antoniotto Usodimare, entrato in servizio nel 1929. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 furono sostituite le mitragliere da 13,2 con 7 impianti singoli da 20 mm. Durante una missione di scorta ad un convoglio fu affondato per errore dal sommergibile italiano Alagi l' 8 giugno 1942.
  • Emanuele Pessagno, entrato in servizio nel 1930. Durante il periodo 1938-39 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Fu affondato il 29 maggio 1942 dal sommergibile inglese Turbolent al largo di Bengasi durante una missione di protezione ad un convoglio.
  • Nicoloso da Recco, entrato in servizio nel 1930. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Il 2 dicembre 1942, durante una missione di protezione del traffico, subì gravi danni in un combattimento notturno contro Ct inglesi. Nei lavori di riparazione del 1943 fu installato un radar italiano EC3 ter/ Gufo e modificato l'armamento secondario: vennero installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 9 mitragliere da 20 mm ( in 9 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Unico ct di questa classe a sopravvivere alla guerra, venne lasciato alla marina e fu radiato nel 1954 e successivamente demolito; un progetto di trasformazione in nave museo venne colpevolmente abbandonato.
  • Nicolò da Zeno, entrato in servizio nel 1930. Durante il 1939 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 venne modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 7 mitragliere da 20 mm ( in 7 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. All'armistizio si trovava ai lavori e impossibilitato a muoversi venne autoaffondato.
  • Giovanni da Verazzano, entrato in servizio nel 1930. Durante il periodo 1938-39 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 venne modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 7 mitragliere da 20 mm ( in 7 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. Fu affondato il 19 ottrobre 1942 dal sommergibile inglese Umbending a sud di Lampedusa durante una missione di protezione ad un convoglio.
  • Alvise da Mosto, entrato in servizio nel 1931. Durante il periodo 1938-39 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Fu affondato il 1° dicembre 1941durante un combattimento notturno con unità britanniche a nord di Tripoli.
  • Antonio Pigafetta, entrato in servizio nel 1931. Durante il periodo 1939-40 subi importanti lavori di modifica. Dopo una preve periodo di impiego come Ct di squadra fu utilizzato come scorta ai convogli diretti in Libia. Nel 1942 venne modificato l'armamento secondario: furono installate 2 mitragliere da 37 mm al posto dell'impianto lanciasiluri poppiero mentre 7 mitragliere da 20 mm ( in 7 postazioni singole ) sostituirono i 4 impianti binati da 13,2. All'armistizio si trovava ai lavori a Fiume e impossibilitato a muoversi venne sabotato dall'equipaggio, catturato dai Tedeschi e ridenominato TA 44 affondò a Trieste il 17 febbraio 1945 durante un bombardamento aereo.