Cacciatorpediniere
Classe
Soldati

Corsaro


La necessità di consistente numero di Ct moderni, ritenuta decisamente insufficinete portò nel 1937 all'ordinazione di 12 Ct; le differenze di questo navi rispetto ai classe Poeti, che ancora dovevano entrare in servizio, furono minime: fu prevista la possibilità di installare un 5 pezzo da 120 mm sulla tuga posta tra i due impianti lanciasiluri, sostituite le mitragliere da 13,2 mm con le più moderne ed efficaci 20 mm, aumentato la potenza dell'apparato motore fino a 50.000 cv ( senza alcun aumento di peso). Rappresentano quindi l'evoluzione finale di un tipo di caccia, inziato con i deludenti Freccia, che nemmeno la marina riteneva perfettamente adatta ai compiti che doveva svolgere. Se prendiamo ad esempio il Ct tipo inglese del 1938 salta subito evidente la superiorità di tale nave: in soli 1800 t di dislocamento standard si è riusciti ad ottenere una nave potentemente armata ( 6 cannoni da 120 mm, in impianti binati ma non a culla unica, e ben 10 tubi lanciasiluri da 553 oltre ad un adeguato numero di mitragliere antiaeree ), capace di filare a 34 nodi e dotata di una tenuta al mare ben superiore a quella delle nostre navi. Uno dei motivi che rallentarono la crescita dell'armamento dei nostri caccia fu l'eccessivo peso assorbito dagli impianti motore e dalle apparacchieture secondarie meno evoluti e compatti dei correspettivi stranieri; questi problemi, comuni a tutte le navi italiane dell'epoca, furono particolarmente sentiti in queste piccoli bastimenti dove l'incidenza percentuale del problema fu sicuramente maggiore.

I Serie

Tutte queste navi entrarono in servizio entro il 1939, alle prove i risultati velocistici furono eccellenti ma al solito si trattava di condizioni irripetibili; tuttavia trattondosi di navi praticamente nuove in guerra riuscirono sempre a superare i 34-35 nodi. Le 8 armi da 20 mm erano raggruppate in 4 impianti binati a puntamento vincolato: due subito a poppa del fumaiolo e due ai lati delle ali di plancia. Il solo Carabiniere fu dotato, in via sperimentale, sin dall'inzio del 5 cannone da 120/50 mm installato nella tuga tra i due fumaioli, mentre nelle altre unità era installato l'obice illuminante da 120/15 di scarse prestazioni ed utilità; durante la guerra l'obice fu sbarcato su tutte le navi: alcune ebbero il 5 cannone altre due ulteriori armi da 20 mm. Dal 1941 fu potenziato anche l'armamento antisommergibile con lanciabombe di tipo tedesco e aumentando la dotazione di bombe. Si cercò di risparmiare queste navi dal logorante servizio di scorta ai convogli ma il continuo assottigliarsi delle unità disponibili rese necessario più volte l'impiego in tale compito: significativo il fatto che ben 6 di queste navi furono perdute nel 1943 quando, cioè, vennero usate in tali ruoli. In guerra dettero buona prova di se, rivelandosi navi robuste e più stabili rispetto agli altri caccia, purtroppo rimasero quei difetti tipici di tutti i Ct italini quali la scarsa efficienza dell'armamento principale, e che rimase tale durante tutta la guerra, oltre alla mancaza di strumenti elettronici quali il radar e l'ecogoniometro che solo a guerra inoltrata potè, in parte, essere risolta: 2 navi ebbero il radar e 7 l'ecogoniometro.



Caratteristiche:

Lunghezza: 106,7 m
Larghezza: 10,2 m
Immersione: 4,35 m
Dislocamento: standard 1850 t
a pieno carico 2450-2550 t
Apparato Motre: 3 caldaie e 2 gruppi turboriduttori: 50.000 cv/ 2 assi
Velocità: 35 nodi
Armamento:
Il 10 giugno 1940
4 cannoni da 120/50 mm (in 2 complessi scudati)
1 obice da 120/15 mm illuminanti ( sul Carabiniere 1 cannone da 120/50 )
8 mitragliere c.a. da 20/65 mm in 4 impianti binati
6 lanciasiluri da 533 mm
2 lanciabombe laterali
2 tramogge
Equipaggio: 13+202


  • Alpino, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1942 fu potenziato l'armamento antiaereo con altre 4 armi da 20 mm: un impianti binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a puntamente libero a poppa e fu installato l'ecogoniometro.Fu affondato il 19 aprile 1943 a La Spezia durante un bombardamento aereo.
  • Artigliere, entrato in servizio nel 1938. Danneggiato durante l'azione notturna di Capo Passero, tentò a lento moto di rientrare alla base ma per i danni subiti risultò impossibile alimentare le caldaie; mentre il Camicia Nera si apprestava a rimorchiarlo sopraggiunse l'incrociatore inglese York che lo affondò; era il 12 ottobre 1940.
  • Ascari, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1941 fu installato il 5 pezzo da 120/50 sulla tuga centrale al posto dell'obice illuminante, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20 mm in impianti singoli a puntamente libero a poppa. Successivamente fu installato l'ecogoniometro. Fu affondato il 24 marzo 1943 per urto contro una mina nel canale di Sicilia durante una missione di protezione al traffico.
  • Aviere, entrato in servizio nel 1938. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1942 fu potenziato l'armamento antiaereo con altre 4 armi da 20 mm: un impianti binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a puntamente libero a poppa. Fu affondato il 17 dicembre 1942 dal sommergibile inglese Splendid al largo di Biserta ( Tunisia )
  • Bersagliere, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1942 fu potenziato l'armamento antiaereo con altre 4 armi da 20 mm: un impianti binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a puntamente libero a poppa. Successivamente fu installato l'ecogoniometro. Fu affondato il 7 gennaio 1943 a Palermo durante un bombardamento aereo.
  • Camicia Nera, entrato in servizio nel 1938. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1941 fu installato il 5 pezzo da 120/50 sulla tuga centrale al posto dell'obice illuminante, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20 mm in impianti singoli a puntamente libero a poppa. Successivamente fu installato l'ecogoniometro. Il 30 luglio 1943, dopo la caduta del fascimo, fu ribattezzato Artigliere (unità in precedenza affondata). Radiato nel 1948 e consegnato, per trattato di pace, all'Urss dove rimase in servizio fino al 1960.
  • Carabiniere, entrato in servizio nel 1938. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Sin dalla sua costruzione venne installato il 5 pezzo da 120/50 sulla tuga centrale. Nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20 mm in impianti singoli a puntamente libero a poppa. Nel 1943 venne dotato di un radar italiano tipo EC 3/ter "Gufo" e sostituì il lanciasiluri poppiero con 2 mitragliere da 37/54. Attivamente impiegato anche durante la cobeligeranza subi lo sbarco del radar italiano sostituito da un modello inglese. Rimasto in servizio nella Marina Italiana anche dopo la guerra, trasformato in nave per esperienze nel 1960 fu radiato il primo gennaio del 1965.
  • Corazziere, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1941 fu installato il 5 pezzo da 120/50 sulla tuga centrale al posto dell'obice illuminante, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20 mm in impianti singoli a puntamente libero a poppa. All'armistizio si trovava a Genova per lavori, duranti i quali era previsto l'instalazzione dell'ecogoniometro e la sostituzione del lanciasiluri poppiero con 2 mitragliere da 37/54, impossibilitato a muoversi fu autoaffondato dall'equipaggio; recuperato dai tedeschi e parzialmente smantellato fu nuovamente autoaffondato nell'aprile del 1945 durante la ritirata tedesca; successivamente recuperato e demolito.
  • Fuciliere, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1942 fu potenziato l'armamento antiaereo con altre 4 armi da 20 mm: un impianti binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a puntamente libero a poppa. Nel 1943 venne dotato di un radar italiano tipo EC 3/ter "Gufo" e sostituì il lanciasiluri poppiero con 2 mitragliere da 37/54. Radiato nel 1950 e ceduto all'Urss per trattato di pace, dove rimase attivo sino al 1960.
  • Geniere, entrato in servizio nel 1938. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1941 fu installato il 5 pezzo da 120/50 sulla tuga centrale al posto dell'obice illuminante, mentre nel 1942 furono installate altre due mitragliere da 20 mm in impianti singoli a puntamente libero a poppa. Il 1° marzo 1943, mentre si trovava a Palermo in un bacino di carenaggio per lavori, venne distrutto da un bombardamento aereo; recuparato nel 1944 e trasferito a Taranto dove fu demolito.
  • Granatiere, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Nel 1942 fu potenziato l'armamento antiaereo con altre 4 armi da 20 mm: un impianti binato al posto dell'obice illuminante sulla tuga centrale e due impianti singoli a puntamente libero a poppa. Nel 1943 venne installato l'ecogoniometro e sostituì il lanciasiluri poppiero con 2 mitragliere da 37/54. Rimasto in servizio nella Marina Militare Italiana fino al primo Luglio 1958 e successivamente demolito.
  • Lanciere, entrato in servizio nel 1939. Svolse notevole attività bellica sia in missioni di squadra sia di protezione del traffico. Durante il ritorno dalla Seconda battaglia delle Sirte, il 23 aprile 1942 incappò in un fortunale come il resto della flotta; una grave avaria alla macchine rese impossibile controllare l'unità, falliti i tentavi di prenderlo a rimorchio fu visto affondare di prua, soli 15 uomini furono recuperati.

    II Serie

    Il numero di Ct moderni disponibili era ancora, giustamente, ritenuto insufficiente anche in virtù dell'ingresso in squadra, previsto per il 1940, di 4 Navi da battaglia. Il programma navale del 1939 prevedeva quindi la costruzione di un ulteriore serie di 12 navi dei Ct classe soldati; l'impostazione delle unità fu rimandata all'anno successivo sia per motivi economici che per mancanza di scali disponibili ( occupati dai 12 piccoli incrociatori classe Capitani Romani ). In virtù dei ruoli difensivi che questo tipo di unità erano destinati a svolgere fu finalmente deciso di modificare radicalmente l'armamento di 8 navi di questa seconda serie dotando questi bastimenti di un maggior armamento antiaereo a scapito di quello silurante; le altre 4 unità sarebbero state armate come il Carabiniere. Furono previsti due progetti per l'armamento dei Ct "antiaerei":
  • 2 cannoni da 120/50 mm in impianti singoli, 4/5 moderni cannoni da 90 mm in impianti singoli, 10/12 da 20 mm in impianti binati.
  • 4 cannoni da 120/50 in 2 impianti binati nella tradizionale disposizione, 6 mitragliere da 37/54 mm ( in un tre impianti binati ), 12 mitragliere da 20 ( in 5 impianti binati e due singoli ) oltre ad un impianti trinato di tubi lanciasiluri ( successivamente fu ipotizzato l'utilizzo di un impianto quadrinato come sui Capitani romani ) ed alle armi antisom.
    Venne scelto il secondo progetto ben più equilibrato e affidabile; vi erano infatti notevoli perplessità nell'imbarco dei cannoni da 90 mm ( dotati di un sistema di autostabilizzazione del pezzo ) in bastimenti cosi piccoli e quindi soggetti a "muoversi" molto oltre al fatto che appariva cmq irrinunciabile un pur minimo armamento silurante. Risulta incredibile piuttosto come a questo moderno e equilibrato armamento si sia arrivati solo nel 1939 quando già dal 1935 tutte le armi elencate erano disponibili!

    L'inzio del conflitto comportò l'annullamento del programma; tuttavia già nell'agosto del 1940 in relazione alle perdità, in soli 50 giorni di guerra, di ben 5 navi di questo tipo venne deciso la costruzione di altrettanti navi, seguite nei mesi successi da altre due unità. Per evitare perdite di tempo nell'approntamento dei disegni progettuali fu anche stabilito di costruire navi uguali alla prima serie; durante la costruzione furono apportate ovviamente alcune modifiche minori suggerita dall'esperienza bellica; a conferma dei dubbi che danni attanagliavano la marina queste unità ebbero sensibili differenze in fatto di armamento. L'apparato motore venne tarato per erogare soli 44.000 cv per esasperare meno tali impianti e garantire una maggior affidabilità ed economicità di funzionamento, questo ovviamente portò ad una diminuzione della velocità massima di 2-3 nodi. Il Legionario fu da subito dotato di radar, di fabbricazione tedesca, divenendo cosi la prima nave italiana dotata, in modo operativo, di tale vitale strumento.

    Caratteristiche:

    Lunghezza: 106,7 m
    Larghezza: 10,2 m
    Immersione: 4,35 m
    Dislocamento: standard 1850 t
    a pieno carico 2580 t
    Apparato Motre: 3 caldaie e 2 gruppi turboriduttori: 44.000 cv/ 2 assi
    Velocità: 32-33 nodi
    Armamento: Vario, vedi singole unità, tutte:
    6 lanciasiluri da 533 mm
    2 lanciabombe laterali di produzione tedesca
    2 tramogge
    Equipaggio: 13+202


  • Bombardiere, entrato in servizio nel 1942. Armamento: 5 cannoni da 120/50 in due impianti binati a prua e poppa e in impianto singolo sulla tuga centrale, 10 mitragliere da 20/65 in 4 impianti binati ( 2 impianti a poppa del fumaiolo, due ai lati della sovrastuttura principale a prua del fumaiolo ) e in 2 impianti singoli ( sulle alette di plancia ); resto vedi tabella. Affondato il 17 gennaio 1943 dal sommergibile inglese United al largo di Trapani.
  • Carrista, impostato nel settembre del 1941 all'armistizio era al 70% della costruzione e non ancora varato; durante la sua costruzione aveva subito l'asportazione dell'originaria prua e successivamente della poppa, destinate rispettivamente al Ct Carabiniere e Velite per riparare i danni subiti in missioni di guerra, per tale motivo si trovava cosi arretrato nella costruzione. Demolito dai tedeschi sullo scalo.
  • Corsaro, entrato in servizio nel 1942. Armamento: 5 cannoni da 120/50 in due impianti binati a prua e poppa e in impianto singolo sulla tuga centrale, 10 mitragliere da 20/65 in 4 impianti binati ( 2 impianti a poppa del fumaiolo, due ai lati della sovrastuttura principale a prua del fumaiolo ) e in 2 impianti singoli ( sulle alette di plancia ); resto vedi tabella. Il 9 gennaio 1943 mentre svolgeva una missione di protezione del traffico incappò in un campo minato nei pressi di Biserta ( Tunisia ) e affondò.
  • Legionario, entrato in servizio nel 1942. Armamento: 4 cannoni da 120/50 in un impianto binato ( a poppa ) e in due impianti singoli ( a prua e nella tuga centrale, 10 mitragliere da 20/65 in 2 impianti binati ( a poppa del fumaiolo ) e in 6 impianti singoli ( 2 a poppa, 2 sulle alette di plancia, 2 sui lati della sovrastruttura principale ). Sin dalla sua entrata in servizio era dotata di un radar tedesco Modello Fu.Mo 21/39 "De.te". Nel 1943 venne sbarcato l'impianto lanciasiluri di poppa e imbarcate due mitragliere da 37/54 mm. Radiato nel 1949 per essere ceduto alla Francia come imposto dal trattato di pace, dove rimase operativo fino al 1954.
  • Mitragliere, entrato in servizio nel 1942. Armamento: 5 cannoni da 120/50 in due impianti binati a prua e poppa e in impianto singolo sulla tuga centrale, 10 mitragliere da 20/65 in 4 impianti binati ( 2 impianti a poppa del fumaiolo, due ai lati della sovrastuttura principale a prua del fumaiolo ) e in 2 impianti singoli ( sulle alette di plancia ); resto vedi tabella. Radiato nel 1948 per essere ceduto alla Francia come imposto dal trattato di pace, dove rimase operativo fino al 1956.
  • Squadrista, impostato nel settembre del 1941. Ridenominato Corsaro dopo la caduta del fascismo. All'armistizio era a Livorno, praticamente completo ( 96 % ) ma impossibilitato a muoversi; catturato dai tedeschi che ne ordinarono il completamento, fu affondato il 4 settembre 1944 durante un bombardamento aereo.
  • Velite, entrato in servizio nel 1942. Armamento: 4 cannoni da 120/50 mm in due impianti binati a prua e poppa, un obice illuminante da 120/15 nella tuga centrale, 12 mitragliere da 20/65 in n 4 impianti binati ( 2 a poppa del fumaiolo, 2i lati della sovrastuttura principale a prua del fumaiolo ) e in 4 impianti singoli ( 2 sulle alette di plancia e a poppa ). Nel 1943 fu equipaggiato con un radar italiano EC 3/ter "Gufo". Radiato nel 1948 per essere ceduto alla Francia come imposto dal trattato di pace, dove rimase operativo fino al 1951.