Giuseppe Cigala Fulgosi

Giuseppe Cigala Fulgosi sulla Tp Sagittario


Giuseppe Cigala Fulgosi nacque a Piacenza nel 1910; figlio di un ufficiale dell'esercito, il generale conte Alfonso, che dopo una lunga carriera fu richiamato nel 1943 come comandante della piazza di Spalato e fucilato il 2 ottobre 1943 dalla divisione delle SS Prinz Eugen per aver opposto due settimane di valorosa resistenza al nuovo nemico. Entrato in accademia ne uscì nel 1930 con il grado di guardiamarina e venne imbarcato nel nuovissimo Trento, su questa nave partecipò alla missione della Regia Marina in medio oriente nel 1933, rientrando due anni dopo con il grado di Tenente di Vascello.
Svolse quindi il compito di aiutante di bandiera del Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo dell'Alto Tirreno, nel novembre del 1936, dopo un periodo sul Cavour in allestimento, fu nominato ufficiale d'ordinanza del Duca di Genova. Il 15 giugno 1940 divenne comandante in seconda del cacciatorpediniere Ascari con cui partecipò alle prime azione belliche, poi nel novembre dello stesso anno ricevette il suo primo comando: la R.T. Sagittario.

Qui la sua carriera subì una grande impennata per la bellissima azione del 22 maggio del 1941 durante l'invasione di Creta: di scorta ad un convoglio diretto nell'isola venne intercettato da una formazione britannica composta da 4 Il e 3 Ct, lanciatosi risolutamente all'attacco costrinse il forte gruppo navale a ritirarsi salvando il convoglio; durante l'azione si ritenne anche che un siluro lanciato dalla Tp avesse colpito un incrociatore britannico, questo fatto non fu mai chiarito nemmeno dopo la guerra. Per questa brillante gli fu concessa la Medaglia d'Oro al Valore Militare

Nel luglio dei quell'anno fu promosso Capitano di Corvetta ed ebbe il comando del Ct Euro; partecipò con quest'unità allo scontro notturno del 9 novembre 1941 in occasione dell'attacco inglese al convoglio "Duisburg". In questa occasione guidò la sua nave verso delle navi sconosciute, che ancora non avevano intrapreso nessuna azione di fuoco, giunto a meno di 3000 metri in posizione favorevole per il lancio Cigala ritenne che si trattasse delle unita della III Div, che effettivamente si dovevano trovare proprio in quel settore, e non lanciò, in seguito ad un ordine del capo flottiglia invertì la rotta e proprio in quel momento gli incrociatori inglesi ( perché di quelli si trattava ) aprirono il fuoco e colpirono per ben sei volte l'Euro, che tuttavia riuscì a salvarsi.

Nel luglio del 1942 fu destinato all'incarico di Capo di Stato Maggiore delle flottiglie speciali in Africa Settentrionale, con sede a Marsa Matruh, alle dipendenze dell'ammiraglio Carlo Emanuele Giartosio, successivamente, nel novembre di quell'anno, Cigala Fulgosi fu destinato al comando della Tp Impetuoso, allora in costruzione, e della futura 6° Sq torpediniere. In quel periodo rifiutò di essere decorato da Mussolini, aspettando che fosse il Re ad appuntargli la Medaglia d'oro sul petto, cosa che avvenne il 10 giugno 1943 a Roma in occasione della Giornata della Marina. Il giorno dopo lo raggiunse la triste notizia della scomparsa, nel cielo della Sardegna, del fratello minore Agostino, tenente della Regia Aeronautica e pilota da caccia del 51° Stormo.

Il 9 settembre 1943 fece parte della scorta avanzata della Squadra Navale uscita dal La Spezia, partecipò al recupero dei naufraghi della Nb Roma; rimasto indietro insieme alle similari Pegaso e Orsa e rimasti senza contatti con le altre unità fecero rotta per Nord-Ovest, l'ultima rotta conosciuta della Forze Navali da Battaglia. Il giorno dopo, d'intesa con i comandanti delle altre unità, Cigala fece rotta per le Baleari per poter sbarcare al più presto i numerosi feriti che si trovavano sulla navi. Giunto lo stesso giorno a Maiorca, e dopo aver usufruito delle 24 ore di ospitalità regolamentari, Cigala Fulgosi e il comandante del Pegaso, Capitano di Fregata Riccardo Imperiali, portarono ad autoaffondare le proprie navi non volendo consegnarle agli alleati. Rimasto segregato nell'isola insieme ad altre unità della Regia Marina, immobilizzate per mancanza di nafta, Cigala Fulgosi organizzò nella primavare del 1944 un tentativo di fuga che tuttavia fallì. Rientrato in Italia nel luglio del 1944 e fu destinato ai servizi della marina; trattò con gli inglesi un possibile sbarco a Trieste del ricostruito reggimento San Marco in vista della fine della guerra nel territorio nazionale, ricevendo però un netto rifiuto ( gli inglesi definoro l'atteggiamento di Folgosi nei loro confronti "molto pomposo" ). Promosso Capitano di fregata nel novembre dello stesso anno, Cigala Fulgosi lasciò il servizio nel 1946 in seguito all'avvenuta proclamazione della repubblica, dedicandosi fino alla sua scomparsa, avvenuta il 1° novembre 1977, alle attività della Federazione Italiana Sport Equestri, con cui vinse praticamente tutti i titoli e le competizioni internazionali cui partecipò, rimanendo fedele fino alla fine alla sua immagine di gentiluomo d'antan.

10 giugno 1943 Fulgosi riceve dal Re la Medaglia d'Oro al Valore Militare