Incrociatori
Classe
Capitani Romani



Queste unità possono essere considerate una profonda evoluzione degli incrociatori classe 5000t : una via di mezzo per protezione, armamento e velocità tra incrociatori e cacciatorpediniere, va detto che mentre gli inc classe 5000 risultarono incrociatori meno protetti ma più veloci, i classe Capitani Romani erano in realtà grandi cacciatorpedinieri.

Con gli incrociatori classe Duca degli Abruzzi si era raggiunto le 11.200 t di dislocamento a pieno carico; navi di questa importanza non potevano prendere parte ad un grande varietà di missioni, dal bombardamento controcosta all'attacco con i siluri, che dovevano essere svolte da unità più piccole e "spendibili". Così in risposta ai numerosi super caccia della marina francese si decise nel 1938 di rielaborare il progetto del Taskent, incrociatore costruito per la marina russa dai cantieri italiani. Questo progetto, in un primo tempo definito come caccia conduttore, fu probabilmente uno dei più riusciti di tutta la storia della marina italiana: le navi di questa classe risultarono più veloce di qualsiasi Ct e incrociatore alleato, armati con il miglior cannone a disposizione della regia marina, il 135/45 mm, e dotato, nonostante non avesse praticamente alcuna protezione, di una incredibile robustezza, purtroppo soltanto tre unità entrarono in servizio nell'ultimo periodo della guerra senza partecipare a nessuna missone di rilievo.

Avevano scafo a ponte continuo con una grande sovrastruttura centrale, comprendente anche il primo fumaiolo, l'armamento principale era in quattro torri con sistemazione tradizionale; l'armamento antiaereo era costituito da 8 mitragliere da 37/54 mm in postazioni singole ( 6 ai lati della plancia e 2 a lato della torretta poppiera ) e da 8 mitragliere da 20/65 mm in 4 posizione binate ai lati del fumaiolo poppiero, i lanciasiluri erano in due complessi quadrinati sistemati sull'asse di simmetria della nave; furono gli unici incrociatori italiani a non aver aerei da ricognizione imbarcati.
Le caldaie erano 4 con due gruppi di turbine e altrettante eliche, la potenza era di circa 110.000 cv e alle prove raggiunsero e superarono i 41 nodi; queste navi furono anche le uniche unità italiane in cui la velocità massima misurata alle prove era molto vicina a quella reale ( durante alcune missioni operative si raggiunsero i 40 nodi ).

  • Attilio Regolo, impostato nel cantiere OTO di Livorno il 28.9.1939, entrò in servizio il 14 maggio del 1942. Il 7 novembre al rientro da una missione di posa di mine fu colpito da un siluro lanciatogli dal smg inglese Unruffled che asportò completamente la prora; riuscito a raggiungere Messina fu poi rimorchiato fino a La Spezia dove gli fu applicata la prora del Caio Mario. Rientrato in servizio il 4 settembre 1943 salpò con la FF.NN. da battaglia il 9 per dirigersi a Malta, ma dopo l'affondamento della Roma carico di naufraghi e in compagnia dei Ct della 12 Sq, perduto contatto con la formazione navale si fece internare a Port Mahon nell'isola spagnola di Minorca. A fine guerra fu ceduto, per trattato di pace alla Francia dove assunse il nome di Chateaurenault, fu radiato nel 1962.
  • Caio Mario, impostato nel cantiere OTO di Livorno il 28.9.1939, fu varato il 17.8.1941. La costruzione fu sospesa e lo scafo subì l'asportazione della prora, destinata all'Attilio Regolo; la parte rimanente dello scafo fu utilizzata come deposito carburanti. Catturato dai tedeschi all'armistizio, alla fine della guerra giaceva affondato nel porto di La Spezia.
  • Caio Druso, impostato nel Cantiere Navale del Tirreno a Riva Trigoso il 27.9.1939, la sua costruzione fu sospesa nel giugno del 1940 e ciò che già era stato costruito fu demolito.
  • Claudio Tiberio, impostato nel cantiere OTO di Livorno il 16.9.1939, la sua costruzione fu sospesa nel giugno del 1940 e ciò che già era stato costruito fu demolito.
  • Cornelio Silla, impostato nei cantieri Ansaldo di Genova il 12.10.1939, fu varato il 28 luglio 1941 la sua costruzione procedette a rilento tanto che nel 1942, per confondere i ricognitori inglesi, fu ormeggiato di prora alla Np Aquila coperto da un tavolato che doveva fornire l'idea di una banchina. Nelll'aprile del 1954 fu ritrovato semi affondato nel porto di genova, successivamente recuperato e demolito.
  • Giulio Germanico impostato nei cantieri Navalmeccanica a Castellamare di Stabia il 3.4.1939 e varato il 26 luglio 1941 all'armistizio si trovava ancora presso il cantiere a costruzione praticamente completata econ equipaggio già a bordo. All'arrivo dei tedeschi l'unità al comando del C.C. Domenico Baffigo oppose una feroce resistenza al nuovo nemico; costretto ad arrendersi il comandante venne fucilato. La nave fu affondata il 28 settembre dai tedeschi in ritirata; recuperata a fine guerra fu successivamente trasformato nel caccia conduttore San Marco che fu radiato il 1 febbraio del 1972.
  • Ottaviano Augusto impostato nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona il 23.9.1939 fu varato il 31.5.1942; in avanzato stato di allestimento fu catturato dai tedeschi il 14 settembre 1943, fu affondato in porto da un'incursione alleata il 1° novembre 1943. A fine guerra fu recuperato e demolito.
  • Paolo Emilio impostato nei cantieri Ansaldo di Genova il 12.10.1939 la sua costruzione fu sospesa nel giugno del 1940, ciò che era stato già costruito fu demolito; l'apparato motore fu destinato all'Aquila.
  • Ulpio Traiano impostato nei Cantieri Navali Riuniti di Palermo il 23.9.1939 fu varato il 30.11.1942. Ancora in allestimento fu attaccato e affondato da mezzi d'assalto inglesi nella notte del 3 gennaio 1943. A fine guerra fu recuperato e demolito.
  • Vispasiano Agrippa impostato nel Cantiere Navale del Tirreno a Riva Trigoso nell'ottobre del 1939, la sua costruzione fu sospesa nel giugno del 1940 e ciò che già era stato costruito fu demolito.
  • Pompeo Magno impostato nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona il 23.9.1939, entrò in servizio il 24.6.1943. Asseganto alla FF.NN da battaglia dislocata a Taranto svolse alcune missioni di posa di mine e all'armistizio fece rotta su Malta. Fu ricostruito nel cacciaconduttore San Giorgio e radiato il 31.10.1979
  • Scipione Africano impostato nel cantiere OTO di Livorno il 28.9.1939, entrò in servizio il 23 aprile 1943. All'armistizio scortò la Tp Baionetta, con a bordo il re e i principali uomini di stato, da Ortona a Brindisi. Alla fine della guerra fu ceduti alla Francia per trattato di pace dove assunse il nome di Guichen e venne radiato definitivamente nell'aprile del 1961.



    Caratteristiche:

    Lunghezza: 142,9 m.
    Larghezza: 14,4 m.
    Immersione. 5,3 m.
    Dislocamento: 5400 t
    Potenza: 110.000 cv
    Velocità: 40 nodi
    Armamento 8 cannoni da 135/45 mm ( in 4 torri binate )
    16 mitraglire c.a. ( 8 da 37/54 mm, 8 da 20/65 mm)
    8 lanciasiluri da 553 mm ( in 2 complessi brandeggiabili sull'asse di simmetria della nave )
    Protezione verticale:
    Protezione orizzontale:
    Torri: 23 mm; torre comando 40 mm
    Equipaggio: 18+400


    Complesso lanciasiluri quadrinato