Incrociatori
Pesanti
Gli incrociatori pesanti furono "inventati" durante la stesura del trattato di Washington nel 1922, noto anche come trattato degli incrociatori, ed erano navi armate con cannoni da 203 mm e dislocamento massimo di 10.000 t. Gli incrociatori pesanti italiani, come del resto fecero tutte le marine, superarono abbondantemente questo limite arrivando a quasi 15.000 t per i tipo Zara. La prima generazione di incrociatori pesanti, risultarono, in tutte le marine delle navi completamente sprotette, in quanto rispettando il limite delle 10.000 t non era possibile proteggere gli organi vitali dei cannoni da 203 mm; gli incrociatori pesanti furono definiti in quegli anni navi di carta velina in riferimento alla loro scarsa robustezza. Per oviare a questo inconvienente alcune marine, come la Royal Navy, diminuirono l'armamento a soli sei cannoni principali aumentanto la protezione ma si ottennero, come era prevedibile, navi poco armati in relazione al costo e al tonnellaggio. La seconda generazione di inc pesanti fu caratterizzata dal silenzio ma comune, e per questo tollerato, aumento del tonnellaggio che permise di costruire finalmente navi ben armate e protette.
La Regia Marina, per rispondere a quanto facevano le principali marine, impostò i due Trento e Trieste nel 1925; queste unità furono le prime navi maggiori costruite dopo la fine della I G.M. e furono il banco prova per tutte le altre costruzioni della Regia Marina. Come tutti i primi incrociatori pesanti ebbero una scarsa protezione, inoltre i cannoni da 203/50 furono tra i peggiori che la nostra marina ebbe mai costruito, con una notevole dispersione di salva.
La successiva classe Zara imposta nel 1930, frodando clamorosamente il trattato di Washington in quanto raggiunsero le 15.000 t, si rivelò una delle migliori classi di questo tipo di navi costruite nel mondo, dotate di un'ottima protezione e di nuovi cannoni.
Seguì poi nel 1932 una discutissima e incomprensibile replica della classe Trento, il Bolzano.
Tutti affondati nel corso della guerra gli incrociatori pesanti italiani furono tra i tipi di navi che probabilmente risentirono e presentarono le maggiori deficienze della nostra marina: mancanza di Radar, disperzione longitudinale delle salve, armamento c.a. inneficiente.