Le Deficienze
della Regia Marina il 10 giugno 1940

Le Cv classe Gabbiano furono le migliori unità della R.M. nella II GM



La Regia Marina entrò in guerra con un grande numero di Navi, quasi tutte di costruzione recente, che in generale si rivelarono durante il conflitto ottimi bastimenti, ma si trovò quasi subito a combattere una guerra in condizioni di inferiorità tecnica e tattica, in parte dovuta a scelte errate e in parte dovuta all'arretratezza tecnologica-industriale in cui versava il paese. A queste mancanze iniziali si cercò in vario modo di porvi rimedio, cosa che a volte si rivelò impossibile.
Le principali deficienze Tecniche furono:

  • La mancanza del radar, che era invece presente nelle navi inglesi. La cosa più grave fu il fatto che non si era a conoscenza di questa inferiorità, nonostante che anche in Italia si fosse studiato un sistema analogo a quello inglese, e solo dopo Capo Matapan si cominciò a pensare che gli inglesi avessero qualcosa che gli permettesse di vedere anche di notte e in cattivo tempo le nostre navi e i nostri aerei. Questa deficienza, di cui gli alleati Tedeschi non soffrivano perché loro i radar li avevano dall'inizio del conflitto, fu in parte ovviata alla fine del 1942 e nel 1943 quando molte navi principali ebbero radar di fabbricazione tedesca. Ma questo miglioramento fu ininfluente poiché la FF.NN. da battaglia non uscì più dai propri porti per mancanza di Nafta e di copertura aerea. Le navi italiane dotate di Radar prima dell'otto settembre furono: Le Nb Littorio e V.Veneto, gli Inc Scipione, Abruzzi, Eugenio di Savoia, Montecuccoli, Regolo i Ct Legionario, Malloncello, Carabiniere, Pancaldo, Fuciliere, Velite, Dardo. Dopo l'armistizio varie altre navi furono dotate di Radar donati dagli Inglesi e dagli Americani.

  • La mancanza di navi portaerei che mise la nostra flotta in costante condizione di inferiorità nei confronti di quella inglese. A questa situazione si tentò di porre rimedio ordinando la trasformazione di due motonavi in due portaerei ma entrambe le unità non entrarono mai in servizio.
    Sul perché prima della guerra non si costruì Np si è scritto molto, ma il problema più grave fu che non si curò nemmeno la cooperazione con la R.A. che avrebbe in pratica quasi annullato lo svantaggio visto che vi erano basi aeree in grado di coprire quasi tutto il Mediterraneo centrale e, dopo l'occupazione di Creta, orientale.

  • La dispersione longitudinale delle salve dei nostri cannoni. Le artiglierie italiane si rivelarono ottimi cannoni, con una cadenza di tiro e resistenza al tiro prolungato simile a quella delle altre marine, ma purtroppo furono afflitti da una notevole dispersione tra i vari colpi: nonostante che molte salve caddero a cavallo in prossimità del bersaglio il colpo a bordo risultò soltanto casuale; inoltre questo inconveniente non era prevedibile poiché variava in maniera discontinua. Questo problema era soltanto in minima parte imputabile all'eccessiva velocità iniziale impresso al proiettile, in cerca di sempre maggiori distanze di tiro, che rendeva il colpo altamente instabile su suoi assi ma fu in gran parte dovuto all'eccessive tolleranze con cui si costruivano le munizioni: le munizioni italiane, anche per via dell'arretratezza della nostra industria, erano costruite in maniera più "rozza" rispetto alle altre marine. Questo inconveniente era gravissimo tanto più che si sapeva perfettamente che le altre marine non lo avevano: dopo la fine della grande guerra la Regia Marina si impadronì di varie navi tedesche o austriache con relativo munizionamento; le prime prove condotte con munizioni originali dettero ottimi risultati, mentre le successive prove con munizioni italiani dettero invece dei risultati deludenti. I peggiori risultati, riguardo alla dispersione delle salve, si ebbero con i vecchi 203/50 mm degli incrociatori pesanti, 320/44 mm delle Nb rimodernate e con i 120/50 mm dei Ct; i migliori risultati si ebbero i cannoni da 381 mm delle Nb moderne e i 135/45 mm. Inoltre i nostri cannoni di grosso e medio calibro non avevano munizioni adatte al combattimento notturno, a ciò si ovvio solo dopo Capo Matapan, quando vu evidente la nostra inferiorità anche in questo campo.

  • Lo scarso armamento anti aereo e anti som. L'armamento anti aereo era affidato ai cannone Skoda da 100/47 e Ansaldo 90/50 e alle mitragliere da 37/54 20/65 o 20/70 e alle 13,2 . Il cannone da 100/47 era stato progettato dalla Skoda nel 1913 e fu successivamente modificato, introducendo il ginocchiello ad altezza variabile per facilitare il tiro ad elevati angoli di alzo, per renderlo idoneo al tiro c.a. ed era imbarcato sulla tutti gli incrociatori, le Nb classe Cavuor, sulle torpediniere, su molti sommergibili e su varie unità minori; risultò un arma molto modesta, utilizzabile solamente per fuoco di sbarramento, che mise in condizioni di ben misera difesa navi molto importanti come gli incrociatori. Il modernissimo cannone Ansaldo 90/50, con molti parti e sistemi in comune al famosissimo 88, fu una delle migliori armi c.a. di tutta la guerra ma fu installata solo sulle Nb classe Veneto e Doria. Nel campo delle mitragliere le migliori si rivelarono le 20 mm, sia le 20/65 che le similari 20/70, dotate di una buona cadenza di fuoco e furono imbarcate su praticamente tutte le navi da guerra; modeste si rivelarono le 37/54 utilizzabili soltanto per fuoco di sbarramento mentre le 13,2 si rivelarono praticamente inutili. Durante la guerra si fece ben poco per migliorare questa situazione, infatti il nuovo cannone da 65 mm a caricamento semi-automatico non entrò mai in servizio, e per ovviare a ciò si aumento il numero delle armi leggere, anche a scapito di altri tipi di armi. Come si vede, con rare eccezioni, tutte le navi italiane risultarono praticamente indifese e ciò stupisce ancora di più se si pensa che non era stato possibile costruire Np o raggiungere un discreta collaborazione con la RA.
    Per quanto riguarda l'armamento antisom si era rimasti a quanto si aveva a disposizione durante la I guerra mondiale: individuazione affidata agli idrofoni, e attacco bombe di profondità troppo piccole e lente a scendere; inoltre le navi dotate di questo armamento antisom risultarono troppo poche e disomogenee. Bisogna dire che in questo campo la Regia Marina fece grandi progressi durante la guerra costruendo le Cv classe Gabbiano dotate di sonar e di bombe di profondità più pesanti.

  • La non corrispondenza fra la presunta velocità massima e quella reale. Consapevole di dover combattere contro marine a lei superiori numericamente, la RM giustamente dette molta importanza alla velocità delle sue navi, con il duplice scopo di poter raggiungere un nemico più debole e di poter scappare da un nemico più potente. Questo principio fu applicato però con troppa insistenza su molte navi e in particolare sui primi inc pesanti e leggeri e sui Ct, con il risultato di avere navi con una scarsa tenuta di mare e molto fragili. Le velocità che, alle prove, le navi della Regia Marina raggiunsero furono straordinarie, basti pensare che l'inc da Barbiano raggiunse e mantenne per qualche minuto la strabiliante velocità di 42,35 nodi, ma in condizioni reali furono molto minori e accadde più volte che navi inglese, sulla carta molto meno veloce, riuscirono a sfuggire alle, nominalmente, più veloci navi italiane. In particolare i Ct non raggiunsero mai velocità superiori ai 34 nodi e successe più volte che i nostri inc dovettero limitare la loro velocità per non perdere la protezione dei suoi caccia.

  • L'elevato sviluppo delle sovrastrutture che oltre a porre problemi di stabilità facilitava l'avvistamento del nemico, sopratutto di notte, e alla conduzione del tiro avversario. Questo fatto rappresentò tuttavia anche un inconveniente per gli inglesi che, sopravalutarono sempre le dimensioni delle navi italiane, scambiarono di continuo gli incrociatori con le navi da battaglia; in particolare gli inc classe Garibaldi e le Nb rimodernate furono di continuo scambiate per la loro somiglianza, soprautto dall'alto, nella disposizione delle artiglierie e dei fumaioli.

    Come si vede le nostri navi presentavano varie e importanti mancanze, ma bisogna notare che, all'inizio del conflitto, la Royal Navy non era poi così superiore come si pensa: i loro radar funzionavano saltuariamente ed erano di scarsa portata, le portaerei erano dotate di aerei vecchi e malandati, le loro navi maggiori avevano tutte prese parte alla battaglia dello Jutland! Inoltre vi erano numerosi aspetti in cui la nostra RM era notevolmente superiore: la protezione principale degli incrociatori e delle Nb si estendevano dalla prima torre di prua all'ultima di poppa, mentre nelle navi inglesi la protezione non copriva i depositi di munizioni, le navi italiane erano tutte di costruzione recenti e le Nb classe Veneto, gli inc classe Montecuccoli, Duca d'Aosta, Duca degli Abruzzi, i Ct classe Soldati erano superiori a qualsiasi unità similare inglese. Con l'evolversi del conflitto la situazione della Regia Marina, e di tutte le forze armate, peggiorò inesorabilmente non solo per la strapotenza industriale degli alleati ma anche per l'esaurimento delle scarse riserve di materiali strategici, in particolare della nafta che bloccò le nostre navi maggiori.