Le Navi di Carta
Progetti mai realizzati dalla Regia Marina nel periodo 1936-40
Agli inizi del 1939 pareva imminente lo scoppio di una nuova guerra e così tutte le grandi potenze europee stavano iniziando, o avevano già iniziato, grandi programmi di riarmo. L'Italia, che per Mussolini sarebbe stata coinvolta nel conflitto a tutti costi, aveva già iniziato nei primi anni trenta un programma di riarmo che costò gravissimi sacrifici economici a tutto il paese. La Regia Marina fu probabilmente la forza armata che più si era rinforzata negli anni addietro, ma sia le crescenti difficoltà economiche interne sia lo stanziamento di maggiori fondi per l'esercito e l'aeronautica, tarparono le ali ad una crescita decisiva e armoniosa proprio negli anni in cui le marine di tutto il mondo si stavano più rinforzando.
Unità Navali Varate nel periodo 1929-39
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1929-34
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1935-39
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Navi da Battaglia
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2
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Incrociatori Pesanti
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5
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Incrociatori Leggeri
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9
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3
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Cacciatorpedinere
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22
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16
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Sommergibili
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37
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68
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Come si può benissimo vedere dalla tabella la Regia Marina negli ultimi quattro anni non riuscì a continuare il trend di crescita degli anni precedenti, inoltre dobbiamo considerare che le due Littorio e Vittorio Veneto che furono varate nel 1938 erano state impostate nel lontano 1934 ed entrarono in servizio a guerra iniziata! Il programma per le 6 Nb, di cui solamente due nuove, e per i sommergibili non permisero alla marina di sviluppare le componenti fondamentali della flotta: incrociatori e Ct. L'Amm Cavagnari conscio di tutto ciò programmò per il biennio 1939-40 un grande numero di costruzioni anche se poi, molti di questi interessanti progetti non furono prodotti per i soliti problemi di bilancio.
Navi da Battaglia da 45.000 t

Nel 1937 venne elaborato un nuovo progetto di Nb, che non teneva conto dei limiti imposti dal trattato di Washington sul dislocamento, e armate con in nuovissimi cannoni da 406 mm che l'Ansaldo stava progettando. In realtà se consideriamo che a pieno carico le Nb classe Vittorio Veneto superarono le 40.000 t si intuisce come queste navi avrebbero superato le 50.000 t. Nessun bacino italiano poteva contenerle così fu iniziato il progetto di un enorme bacino nel porto di Taranto ( questo progetto poi venne portato avanti fino al 1941, quando ci si rese conto dell'impossibilità di finirlo prima di 5 o 6 anni). Avrebbero avuto una disposizione delle artigliere principali e secondarie ( 9 da 406/45 mm e 12 da 152/55 mm ) molto simile alle Veneto, come del resto era simile la forma generale delle sovrastrutture e dello scafo. L'armamento antiaereo sarebbe stato molto potenziato e incentrato su 24 cannoni da 90/50 mm in nuovissime torrette binate, mentre le mitragliere da 37 sarebbero state sistemate in nuove impianti quadrinati a tiro rapido. L'apparato motore sarebbe stato solamente di poco più potente ed infatti si prevedeva per queste navi 28 nodi di velocità massima. La protezione sarebbe stata incrementata in tutti i suoi aspetti sebbene non in maniera eccessiva. Quando nel 1938 furono ordinate due nuove Nb classe Vittorio Veneto il progetto, fortemente voluto dall'Amm Pini ma osteggiato da Cavagnari per motivi economici, fu abbandonato.
Incrociatori Leggeri classe Costanzo Ciano
Mentre i due Duca degli Abruzzi venivano completati iniziarono i lavori per la definizione di una nuova classe di incrociatori leggeri, da riprodursi in tre esemplari, che ovviasse all'unico vero limite dei Garibaldi: lo scarso e sorpassato armamento contraereo. Proprio perché sarebbero stati un'evoluzione del progetto dei precedenti incrociatori furono conosciuti nell'ambiente della marina come tipo " Garibaldi migliorato ". Si prevedeva di dotare le navi di 8 moderni cannoni da 90/50 mm in postazioni singole autostabilizzate come sulle nuove navi da battaglia, oltre ad un maggior numero di mitragliere antiaeree ( 8 da 37/54 mm, 12 da 20/65 mm ). L'armamento principale sarebbe rimasto lo stesso, mentre la protezione sarebbe stata leggermente superiore ( +5 mm quella orizzontale, +10 mm quella verticale e delle torri ) così come il dislocamento previsto in circa 12.000 t a pieno carico. Le navi non doveva avere una velocità inferiore ai 33 nodi e per questo la potenza dell'apparato motore passo a 115.000 Hp. Nel 1938 venne deciso di ridurre a due il numero delle unità da costruire, fissando la fine del completamento per il 1941, i nomi delle navi sarebbero stati Costanzo Ciano e Luigi Rizzo, che poi fu cambiato in Venezia. Il programma fu tuttavia ancora procrastinato per problemi di bilancio e di reperibilità delle materie prime necessarie fino al 12 giugno 1940 quando, rendendosi conto dell'inutilità di sprecare risorse in navi la cui costruzione richiedeva minimo tre anni e mezzo, venne annullato.
Incrociatori Antiaerei

Con il passare degli anni ci si rese conto che i sei incrociatori leggeri classe di Giussano e Cadorna non avrebbero potuto reggere il confronto con gli incrociatori delle principali marine mondiali perché troppo poco protetti e afflitti inoltre da problemi di stabilità. Per utilizzare al meglio queste navi, che avevano appena 6-7 anni, venne deciso di convertire i 4 classe di Giussano, i più vecchi e instabili, in unità di scorta antiaerea. Il primo progetto prevedeva del marzo del 1938 prevedeva lo sbarco di tutto l'armamento precedentemente installato, la rimozione di due caldaie, della catapulta e dell' hangar cosa che avrebbe reso necessario una nuova plancia. Sarebbero stati imbarcati ben 16 cannoni da 90 mm in postazione singole e 20 mitragliere da 20 mm in 10 impianti binati. Nel giugno dello stesso anno venne presentato il progetto definitivo che prevedeva una soluzione meno radicale e più razionale per l'armamento: 4 cannoni da 135, 12 da 90 mm, 8 mitragliere da 37 mm e 16 da 20 mm. I cannoni da 135 sistemati in due torrette, uguali a quelle dei futuri Il classe Capitani Romani, avrebbero garantito una capacità di difesa navale altrimenti praticamente assente, cosa inconcepibile su navi da 5000 t. La protezione sarebbe rimasta inalterata, mentre molto bella era la nuova sovrastruttura che ospitava la plancia di comando ( anche questa molto simile ai Capitani Romani ). Problemi di bilancio fecero prima diminuire a due il numero della navi da trasformare poi il programma venne annullato nel 1939; queste navi così trasformate si sarebbero potute rivelare molto utili durante la guerra scortando i principali convogli diretti in Libia.
Ct classe Maestrale potenziato
L'entrata in servizio di numerosi incrociatori e nella previsione dell'entrata in servizio di almeno 4-6 Nb rese necessario l'aumento di Ct di Squadra per la scorta delle unità maggiori. Nei primi anni trenta dopo i 12 splendidi esploratori classe Navigatori la Regia Marina si orientò a costruire Ct più piccoli di sole 1600-1800 t dotati di grande velocità e di buon numero di lanciasiluri, ma con un scarso armamento artiglieresco e antisom. Agli 8 classe Freccia seguirono i 4 classe Venti ( o classe Maestrale ) e i 4 classe Poeti; sostanzialmente erano tutti uguali anche se gli ultimi 8 avevano una migliore stabilità e un maggior numero di armi contraeree.
Venne così sviluppato un nuovo progetto per una classe di Ct con un dislocamento di circa 2100-2200 t denominato tipo "Maestrale potenziato". questo tipo di nave avrebbe rappresentato un notevole passo avanti alle precedenti costruzioni: il progetto definitivo pronto per il 1937 prevedeva 6 cannoni da 120/50 mm, 4 mitragliere da 37/54 mm, 10 da 20/65 mm, un impianto trinato di lanciasiluri da 533 mm, 4 lanciabombe di profondità. Inoltre tutte le navi sarebbero state dotate di ecogoniometro per la scoperta dei sommergibili in immersione. L'Amm Cavagnari, con molto intuito, fu sempre il più acceso sostenitore di questo progetto ma anche lui si dovette piegare al solito problema: mancavano i fondi. La Regia Marina aveva assoluto bisogno di Ct e al prezzo di 8 tipo "Maestrale migliorato" si potevano costruire 12 classe Soldati ( l'ennesima evoluzione del tipo da 1600 t ): la scelta fu obbligata, il progetto venne abbandonato.
Cacciasommergibili

Nel 1937 i cantieri Tosi di Taranto presentarono un interessante progetto di torpediniera cacciasommergibili da 1300 t; questo tipo di nave, assolutamente nuova per la Regia Marina, fu subito apprezzata e venne deciso di far proseguire il lavoro di stesura dei piani di costruzione. Il progetto originario ( a cui si riferisce il disegno ) prevedeva tre cannoni da 120 mm, 4 mitragliere da 20/65, 4 lanciasiluri, 4 lanciabombe di profondità e una catapulta con un idrovolante antisom. Successivamente fu preferito imbarcare tre cannoni da 100 mm in luogo dei 120 mm, mentre i tubi lanciasiluri furono ridotti a due aumentando però a 6 il numero dei lanciabombe di profondità e la riserva di tali armi, inoltre sarebbe stato imbarcato l'ecogoniometro. Interessantissima era soluzione dell'idrovolante che avrebbe potuto essere utilizzato proficuamente nei momenti critici aumentando così il potenziale offensivo della nave. Nel 1938 venne deciso di costruire una prima serie di 4 navi per verificare la bontà del progetto per poi costruire una seconda serie di 12 e una terza di 8, per un totale di ben 24 unità. Per problemi di bilancio fu poi annullata la terza serie, ma nel giugno del 1939 fu annullata anche la seconda e così non ritenendo utili costruire sole 4 navi tutto il programma venne annullato. Il progetto di queste navi, che si sarebbero potute rivelare estremamente utili nel Canale di Sicilia, fu geniale e l'idea di piccole navi con mezzi aerei a bordo venne rese possibile 20 anni dopo dai primi elicotteri antisom.
