Siluri & Torpedini

Siluri
Lancio di siluro da esercitazione da parte del Pompeo Magno ad Ancona

All'apertura delle ostilità la Marina si trovava in una situazione abbastanza soddisfacente nel campo dell'armamento silurante anche se non tutti i problemi erano stati risolti. Se, infatti, da una parte era stato realizzato un ottimo tipo di siluro da 533 mm, secondo a prestazioni solo ai famosi siluri giapponesi, vi erano ancora dei problemi per quanto riguardava il numero di armi disponibili e la varietà di tipi e calibri che crearono non pochi problemi alle officine di manutenzione.

Tubi di lancio - Siluri disponibili il 10 giugno 1940

Tubi di Lancio
Siluri da


533 mm 450 mm 533 mm 450 mm moderni 450 mm antiquati
Incrociatori 80
126

Cacciatorpedinere 316
534

Sommerigibili 680 24 1029 353 308
Torpediniere e Mas
338
295 1015

Globalmente la situazione era buona perché a fronte di 1438 tubi di lancio vi erano 3660 siluri per una media di 2,5 siluri per tubo; in realtà vi era una notevole esuberanza di siluri per le unità siluranti antiquate mentre per i sommergibili e le siluranti moderne il rapporto si riduce a 1,5 siluri per tubo. In quel momento erano in corso di consegna 1350 siluri da 533 mm ma alla cadenza mensile di sole 50 armi, vennero quindi ordinati subito altri 390 siluri e furono presi tutti i provvedimenti necessari per aumentare la produzione. Le industrie che producevano siluri erano:

  • il silurificio Whitehead ( W ), sorto a Fiume nel 1860, la più antica fabbrica di siluri al mondo.
  • il silurificio italiano ( S. I. ), sorto a Napoli-Baia nel 1915.
  • il silurificio Motofides, sorto a Livorno nel 1937 quale stabilimento ausiliario di quello di Fiume.

    Lo stabilimento di Livorno non era ancora in grado di costruire siluri W. e la sua attività era pertanto fino al quel momento limitata alla costruzione di parti di rispetto per i siluri e solamente nel tardo 1941 i primi siluri completi uscirono da tale stabilimento. Gli altri due impianti erano perfettamente in grado di costruire siluri ma solo secondo i propri progetti, era quindi impossibile il trasferimento di commesse da uno all'altro silurificio.

    La scarsità di siluri per i Ct e le Tp moderne portarono dopo i primi mesi di guerra ad alcune circolari che raccomandavano un uso parsimonioso dei siluri, principale arma e ragion d'essere delle siluranti, rendendo così gli attacchi praticamente inutili: l'attacco con siluro non è infatti una "scienza esatta" per le troppe variabili che incontra un siluro durante la sua corsa e quindi era necessario usare un gran numero per aver buone possibilità di colpire qualcosa ( basta ricordare che i giapponesi per affondare in una notte 5 incrociatori americani e inglesi lanciarono la bellezza di 87 siluri! ). Così in molti casi le navi italiane non sfruttarono al massimo il potenziale di lancio di cui disponevano non raccogliendo quindi quei risultati che certe azioni avrebbero meritato. In quest'ottica per risparmiare i siluri da 533 mm tutti i sommergibili vennero dotati di due tubi ( una a prua e uno a poppa ) con una gabbia di riduzione per poter impiegare siluri da 450 mm contro bersagli di modeste dimensioni.

    Nel 1940 vi erano questi tipi di siluro: ( la lettara è l'iniziale della fabbrica, il primo numero indica i Kg di tritolo, il secondo il calibro, il terzo la lunghezza in metri )
  • W/270/533/7,2 per sommergibili, incrociatori e cacciatorpediniere
  • W/270/533/6,84 per sommergibili
  • W/200/450/5,75 per sommergibili e torpediniere
  • W/170/450/5,46 per Mas e aerei
  • SI/270/533/6,84 per sommergibili
  • SI/170/450/5,25 per torpediniere, Mas e aerei

    I siluri da 533 potevano filare a 50 nodi per 4000 metri o a 40 nodi per 10000 metri, i siluri da 450 mm a 40 nodi per 4000 metri o a 30 nodi per 8000 metri. I siluri italiani non soffrirono mai di inconvenienti particolari come invece accadde a siluri tedeschi o americani e si rivelarono ottime armi superiori una volta tanto a quello che avevano i nostri avversari.

    Torpedini
    Posa di mine nel canale di Sicilia

    L'evoluzione delle torpedini, una delle armi protagoniste della prima guerra mondiale, ebbe negli anni venti e trenta subì una forte accelerata proprio in virtù degli ottimi risultati ottenuti in guerra. L'accensione meccanica poco affidabile e sensibile fu sostituita da quella elettrica mentre il sistema di ancoramento ordinario fu sostituito dal sistema ad ancoramento automatico che velocizzò di molto le operazione di posa dei campi minati. La Regia Marina per la cronica scarsità di fondi non riuscì a rinnovare completamente il parco delle torpedini e così molte torpedini usate nei primi mesi del secondo conflitto risalivano al periodo 1915-18. Questi mine subirono alcuni miglioramenti, che a fronte di notevoli spese, ma non si conseguirono risultati pienamente soddisfacenti.
    Le principali mine usate furono: ( a.e.=accensione elettrica; 145=Kg di tritolo; 1925=anno di progetto; A=ancoramento automatico; P=costruita dalla Pignone )

  • Torpedine Wickers-Elia del tipo a.e. 145/1925; costituì il tipo fondamentale dal quale derivarono tutte le altri armi.
  • Torpedine a.e.P. 145/1930 Elia; alcuni miglioramenti di ordine costruttivo apportati dalle officine Pignone.
  • Torpedine a.e.P. 145/1935 Elia; altri perfezionamenti per rendere più sicuro il funzionamento della mina.
  • Torpedine a.e.A 200/800; arma da sommergibile per impiego antinave ( 800 indica la massima profondità di ancoramento ).
  • Torpedine a.e.P.A. 150/1935 ed a.e.P.A. 150/1939; evoluzione dei precedenti tipi prodotti dalla Pignone.
  • Torpedine a.e.P. 200/1936; mina pesante impiegabile soltanto da unità di superficie.
  • Torpedine a.e.P. 125/1938 ( coloniale ); con una maggior riserva di spinta necessaria a galleggiare anche se coperta da molta vegetazione sottomarina ( fenomeno tipico dei mari caldi ).
  • Torpedine a.e. 150/1938 C.R.; mina dalle caratteristiche ridotte ( C.R. ) per impieghi antinave.

    Le mine usate in funzione antisom potevano essere dotate di una o due antenne poste in verticale sopra e sotto la mina per una maggiore possibilità di offesa potendo coprire una maggiore fascia di profondità; fu inoltre sviluppata una mina senza ormeggio a galleggiamento temporaneo per sbarramenti alla deriva, praticamente non dragabili. Furono inoltre usate ai perimetri dei campi minati dispositivi antidragaggio e mine con innesco antistrappo che si rivelarono micidiali ( basti pensari alla distruzione della Forza K avvenuta il 19 dicembre del 1941 proprio in un banco di mine di questo tipo nonostante le navi inglesi procedessero con i paramine in acqua ). Dal 1941 furono inoltre usate mine tedesche di diverso tipo, anche con innesco magnetico.
    Inizialmente era stato deciso, per semplicità, di dotare tutte le torpedini del cavo di ancoraggio usati per i massimi fondali; questo costituì un serio difetto perchè si ebbero cavi del minimo diametro anche nei minori fondali, con poca resistenza alle sollecitazioni prodotte dal moto ondoso con conseguente forte numero di armi alla deriva e con maggiore facilità di dragaggio. Soltanto durante il conflitto vennero approntate tre diversi tipi di catena per i vari fondali.

    Mine posate dal 6 giugno 1940 al 4 settembre 1943

    Campi Minati Mine
    Campi Minati Mine
    Alto Tirreno 61 2460 Basso Tirreno 28 2655
    Sardegna 61 6841 Corsica 7 463
    Alto Adriatico 26 1238 Jonio e Basso Adriatico 59 4613
    Sicilia 44 2889 Canale di Sicilia 46 17394
    Malta 35 1831 Tunisia 27 645
    Africa Settentrionale Italiana 31 2811 Africa Orientale Italiana 14 200
    Albania e Grecia 47 4879 Dalmazia 51 2421
    Egeo 52 1835 Varie zone
    ( posti da sommergibili )
    14 729
    Totale 603 53922