Sommergibili
Classe
Mameli



Questa classe di sommergibili fu la prima costruita dopo la prima guerra mondiale, e rappresentò un valido banco di prova per le future generazioni di sommergibili. Fu anche la prima classe ad avere lo scafo resistente a sezioni circolari chiuso alle con calotte sferiche alle estremità. I doppi fondi per le casse di zavorra e per i depositi di conbustibile erano esterni allo scafo resistente in due controcarene situate nella zona centrale, con una struttura detta a doppio scafo parziale, furono sistemate per la prima volta su sommergibili italiani le casse di immersione e di emersione rapida, situate all'interno dello scafo resistente. La torretta era di grandi dimensioni, munita nella parte anteriore di una plancia coperta; questa soluzione fu applicata su tutti i sommergibili italiani e costituì uno dei principali punti deboli dei battelli italiani nella seconda guerra mondiale: le torrette, che risultarono molto confortevoli per l'equipaggio, erano visibili da molto lontano.
L'armamento principale era costituito da sei tubi lanciasiluri da 533 mm, quattro a prua e due a poppa, con due siluri di riserva in entrambe le camere di lancio; vi era poi un cannone da 102 mm e due mitragliere da 13,2 mm.
All'entrata in servizio queste unità, ormai sorpassate, furono adibiti a compiti secondari e ad agguati difensivi poi furono dislocati a Pola alla Scuola Sommergibili.

  • Mameli, entrato in servizio nel 1929, effettuò insieme al Millelire la prima crociera atlantica di sommergibili italiani. All'inizio della guerra effettuò alcune missioni di guerra, poi nel 1941 fu assegnato alla Scuola Sommergibili a Pola. Nel 1942 fu sottoposto a notevoli lavori di manutenzione, in cui furono installati due motori diesel da 2000 cv al posto dei precedenti 1500 cv. All'armistizio riuscì a consegnarsi agli Alleati, e per questi svolse attività addestrativa alle Bermude fino alla fine della guerra. Fu radiato a fine guerra.

  • Pier Capponi, entrato in servizio nel 1929, effettuò alcune missioni di guerra, affondando alla prima missione un grosso mercantile. Mentre si dirigeva a La Spezia per essere smantellato fu affondato il 31 marzo 1941 al largo di Stromboli dal sommergibile britannico Rorqual.


  • Giovanni da Procida, entrato in servizio nel 1929, all'inizio della guerra effettuò alcune missioni di guerra, poi nel 1941 fu assegnato alla Scuola Sommergibili a Pola. Nel 1942 fu sottoposto a notevoli lavori di manutenzione, in cui furono installati due motori diesel da 2000 cv al posto dei precedenti 1500 cv. All'armistizio riuscì a consegnarsi agli Alleati, e per questi svolse attività addestrativa alle Bermude fino alla fine della guerra. Fu radiato a fine guerra.

  • Tito Speri, entrato in servizio nel 1929, all'inizio della guerra effettuò alcune missioni di guerra, poi nel 1941 fu assegnato alla Scuola Sommergibili a Pola. Nel 1942 fu sottoposto a notevoli lavori di manutenzione, in cui furono installati due motori diesel da 2000 cv al posto dei precedenti 1500 cv. All'armistizio riuscì a consegnarsi agli Alleati, e per questi svolse attività addestrativa alle Bermude fino alla fine della guerra. Fu radiato a fine guerra.

    Caratteristiche:

    Lunghezza: 64,6 m
    Larghezza: 6,52 m
    Immersione: 4,33 m
    Dislocamento:
  • 830 t in superficie
  • 1.010 t in immersione
  • Potenza:
  • 3000 cv diesel;
  • 1000 cv elettrici
  • Velocità:
  • 17 nodi in superficie;
  • 7,5 nodi in immersione
  • Armamento 1 cannone da 102 mm
    2 mitragliere 13,2 mm
    6 lanciasiluri da 533 mm ( 4 a prua e 4 a poppa; 10 siluri)
    Equipaggio: 5+47