Dopo il primo periodo del conflitto, in cui l'Italia e la Germania si erano illuse di poter vincere la guerra in tempi brevi, rendendosi conto che la realtà era tutt'altra cosa si dovette affrontare un problema fondamentale per la continuazione della guerra: l'acquisizione di quei materiali strategici di cui l'industria bellica necessitava. L'unico paese alleato che potesse parte di questi materiali era il Giappone, che aveva esteso il proprio dominio sino a Singapore. Per collegare l'Europa con il Giappone, in un mare totalmente dominato dal nemico, l'unico mezzo possibile era il sommergibile.
A partire dalla primavera del 1943 molti dei sommergibili dislocati a Betasom, furono modificati per renderli idonei a trasportare materiali da e per l'Estremo Oriente. Queste modifiche eliminarono tutti i tubi lancia siluri, molte degli accumulatori e altre apparecchiature che limitarono fortemente le capacità belliche di questi battelli; inoltre i sommergibili così modificati partivano da Bordeaux fortemente appoppati per il grande carico e in caso di emergenza si dovevano immergere a marcia indietro.
Per incrementare le misere 150 t di materiali trasportabili con i vecchi sommergibili modificati furono ordinati, alla fine del 1942, 12 sommergibili da trasporto, che presero il nome di classe R; 6 furono costruiti a Taranto, 3 a Monfalcone, 3 a Muggiano. Furono i più grandi sommergibili costruiti in Italia, con la possibilità di trasportare 600 t di materiali vari con una autonomia di circa 12.000 miglia. Ebbero 4 grandi grù che gli permettevano di stipare il materiale e carrelli con cui si poteva spostare il carico dentro il battello. Soltanto due unità entrarono in servizio ma furono affondate durante la loro prima uscita in mare: il Remo fu affondato il 15 luglio 1943 dal sommergibile britannico United mentre il Romolo fu affondato il 18 luglio 1943 da unità antisom. Tutti gli altri battelli non furono completati.