Sommergibili
Grande Crociera


R Smg Baracca


I Sommergibili da grande crociera, cioè quei battelli che dovevano operare in Oceano Atlantico, furono soggetti di una continua evoluzione e non si ebbe una battello tipico, così come avvenne invece per i sommergibili "mediterranei", ma una successione di varie e più o meno numerose classi di battelli che rappresentavano una un miglioramento della precedente.
Nella progettazione e costruzione dei nostri sommergibili grande importanza fu data all'autonomia e al confort dell'equipaggio in previsione di lunghissime missioni; si deve infatti considerare che i sommergibili oceanici italiani per operare in Atlantico dovevano prima di tutto uscire dal Mediterraneo, cioè dovevano forzare lo stretto di Gibilterra.
Non si poteva nemmeno ipotizzare di avere a disposizione, come invece fù, una base in Francia che avrebbe permesso di diminuire notevolmente i rischi e il tragitto da compiere.
I sommergibili di grande crociera ebbero tutti almeno 8 tubi lanciasiluri, con una notevole riserva di armi, ma risultarono mal disposti: di solito vi erano 4 tubi a prua e altrettanti a poppa. Il lancio con i tubi di poppa risultò molto difficile e attuabile soltano in casi particolari, come il silurare una nave già immobilizzata, mentre in alcuni casi era auspicabile lanciare salve di 6 siluri, per colpire più bersagli o un bersaglio con una grande velocità. Così questi difetti si sommarono a quelli comuni anche ai sommergibili medi: lentezza di immersione rapida, eccessivo sviluppo della torretta, sistime di lancio primitivi.
I sommergibili italiani in Atlantico dettero i migliori risultati quando furono usati come singole unità in pattuglia a settori in cui il traffico non si svolgeva in convogli, cioè come facevano gli U-boot nella I G.M. !!!
Nel periodo 1925-40 entrarono in servizio:

  • 4 classe Balilla
  • Fieramosca
  • 4 classe Archimede
  • 2 classe Glauco
  • 3 classe Calvi
  • 5 classe Brin
  • 11 classe Marcello
  • 4 classe Giuliani
  • 6 classe Marconi

    Durante la guerra molti battelli furono modificati, su indicazioni dei tedeschi, per migliorne le capacità belliche.
    Nel 1941 entrarono in servizio i 4 grandi sommergibili classe Ammiragli, che rappresentano l'evoluzione finale dei battelli di grande crociera italiani.