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  • L'esperienza della prima guerra mondiale aveva dimostrato la pratica inutilità delle torpediniere: troppo piccole per essere utilizzate in alto mare e validamente sostituite dai mas nel ruolo di silurante insidiosa e vedetta antisommergibile. Praticamente tutte le marine del mondo dopo il 1918 non costruirono più navi di questo tipo; in Italia le vecchie torpediniere pre-belliche vennero radiate nel giro di pochi anni mantenendone alcune solo per scopi addestrativi o sperimentali. Il rapido aumento di armamento, prestazioni e dislocamento a cui furono soggetti i cacciatorpediniere portarono, tuttavia, a declassare come torpediniere tutte quelle navi, originariamente costruite come caccia, che non potevano più soddisfare i nuovi compiti assegnati ai moderni Ct. Questa opera di riclassificazione fu graduale ( iniziata nel 1920 terminò solamente nel 1938 ); in totale vennero ridenominate torpediniere ben 35 navi, la maggior parte delle quali aveva combattuto la prima guerra mondiale. Queste navi, di scarso valore bellico, furono essenzialmente utilizzate in missioni secondarie e in settori dove il constrasto del nemico era minore: in particolare operarono un oscuro ma importante lavoro di scorta ai convogli diretti in Albania e Gregia.

    Torpediniere vetuste:

    Classe Unità costruite Anno di costruzione Anno di declassamento Unità ancora in servizio
    il 10 giugno 1940
    Dislocamento standard
    Audace 1 1916 1929 1 829 t
    Indomito 34 1913-1921 1929 25 650-680 t
    Banfile 6 1919-1921 1922 1 211 t
    Palestro 4 1917 1938 4 860 t
    Curtatone 4 1919-1921 1938 4 970 t

    Le nuove costruzioni

    Uno dei pochi risultati concreti che si ebbe alla conferenza navale di Londra del 1930 fu la decisione di non mettere vincoli numerici alla costruzione di navi da guerra inferiori alle 600 tonnellate di dislocamento standard. La marina francese decise di sfruttare subito tale possibilità costruendo 12 torpediniere del massimo dislocamento permesso; in Italia l'utilità di navi cosi piccole e senza un ruolo ben preciso venne da subito definita dubbia; nell'ottica della parità navale con la Francia, tuttavia, venne deciso di costruire nel 1933 due navi sperimentali note come torpediniere classe Spica. Nonostante i buoni risultati mostrati da queste navi nelle prove in mare la scarsa convinzione sull'utilità di questo tipo di nave rimase tanto che sole altre 4 unità vennero ordinate prima della crisi etipioca del 1935; tuttavia, la necessità di schierare prima possibile un notevole numero di siluranti e le continue pressioni di Mussolini ( innammorato di queste navi che riteneva simili ai Ct ma molto più economiche ) portarono alla costruzione entro il 1937 delle 6 navi serie Climene ( 4 delle quali già ordinate nel 1934 ), delle 8 serie Perseo e delle 16 serie Alcione. L'evoluzione della dottrina navale italiane, con la grande importanza data al dispositivo del Canale di Sicilia, portarono all'assegnare il ruolo di siluranti notturne a queste navi; furono anche eseguite prove sperimentali assegnando a due squadriglie di torpediniere un Ct classe Navigatori come conduttore per verificare le possibilità di queste navi di essere usate anche come siluranti diurne, l'esito non entusiasmante di tale prove e la decisione di non disperdere i preziosi Ct di squadra fecero decadere l'idea.

    In parallelo alle torpediniere "siluranti" venne deciso, modificando il progetto originale delle Spica, di costruire una prima serie di avvisi ( poi "torpediniere di scorta" ) antisommergibile e nel 1936 furono impostate le 4 unità classe Pegaso. Queste interessantissime navi, notevolmente più grosse delle sorelle siluranti arrivando ad avere un dislocamento standard di 1060 t, che dovevano rappresentare una base di partenza nuove realizzazione di navi scorta non ebbero seguito poichè ritenute troppo costose. Stesso esito ebbe un interessante prototipo di cacciasommergibili realizzato tra il 1931 e il 1934: l'Albatros, dotato del primo ecogoniometro sperimentale realizzato in Italia. Il progetto di costruire 24 navi di questo tipo venne ben presto abbandonato.

    Torpediniere moderne:


    Anno di ordinazione
    Unità
    Dislocamento Standard
  • Classe Spica
  • 1933-1937
    32
    650 - 680 t
  • Albatros*
  • 1931
    1
    415 t
  • Classe Pegaso
  • 1936
    4
    1065 t
    *In realtà non è mai stato classificato come torpediniera ma per semplicità di trattazione si è deciso di riportarlo in questa sezione.

    La guerra

    La dura realtà della guerra mostrò chiaramente come il numero e il tipo di unità leggere disponibili risultasse ampiamente insoddisfacente; le missioni di scorta verso le coste libiche e albanesi assorbirono ben presto tutte le torpediniere disponibili. Dopo la conquista della Gregia, poi, diverse torpediniere dovettero essere assegnate in quel settore disperdendo ancora di più le ridotte forze; le missioni di pattuggliamento notturno nel Canale di Sicilia, a cui inizialmente erano destinate ben 16 navi moderne, vennero via via ridotte, anche in virtù dei risultati negativi che queste portarono ( vedi ad esempio l'azione di Capo Passero ), fino ad essere abbandonate nei primi mesi del 1941.
    Già nel settembre del 1940 vennero ordinate 12 torpediniere di scorta classe Ciclone, riproduzione migliorata delle valide Pegaso del 1936, seguite nei primi mesi del 1941 dall'ordinazione di altre 4 navi. Le gravi perdite subite sin dai primi mesi di guerra da questo tipo di unità, impiegati in compiti non propri, imposero alla marina la necessità di pianificare un ampio programma di nuove costruzione per ripristinare la consistenza numerica delle proprie squadriglie e per sostituire le vecchie torpediniere, ritenute inutilizzabili per fini bellici a partire dal 1943. Ritenendo risolto il problema della lotta antisommergibile con le ottime corvette classe Gabbiano, ci si indirizzò verso un evolozione delle spica, ordinando nel febbraio del 1941 le prime 6 torpediniere d'attacco classe Ariete, seguite nel settembre dello stesso anno dall'ordine di altre 6 navi mentre 4 furono commissionate nei primi mesi del 1942. Altre 8 unità vennero ordinate nel 1943, mentre un più grosso ordine destinato a portare il quantitativo di queste navi a ben 42 unità non venne formalizzato per l'avvento dell'armistizio. Tuttavia questo ampio, e tardivo, programma costruttivo fu prima ostacolato dalla scarsità di materiali che ormai paralizzava l'industria bellica nazionale e poi definitivamente bloccato dall'armistizio; mentre ben 15 delle Ciclone fecero in tempo ad entrare in servizio solo una delle nuove torpediniere d'attaco fu consegnata in tempo alla marina.

    Costruzioni durante il periodo bellico:

    Classe Unità ordinate Ordinate il Inzio costruzione Unità consegnate
    prima dell'armistizio
    Dislocamento standard
  • Ciclone
  • 16 settembre 1940 -
    febbraio 1941
    aprile 1941 15 1.160 t
  • Ariete
  • 16 + 8* febbraio 1941 -
    marzo 1943
    marzo 1942 1 797 t
    *Di queste 8 navi nessuna venne nemmeno impostata.