Torpediniere
Classe
Spica




Il trattato di Londra del 1930 sugli armamenti navali aveva disposto che non vi fosse alcuna limitazione nella costruzioni di navi inferiori alle 600 tonnellate di dislocamento standard; poichè la marina francese aveva subito sfruttato tale possibilità impostando 12 torpediniere anche la Regia Marina, sebbene senza molto entusiasmo, iniziò a prendere in cosiderazione tali navi ordinando due prime navi prototipo nel 1933: Spica e Astore. Dopo le prime prove in mare, che dettero risultati incoraggianti nonostante le scarse qualità nautiche, fu deciso di ordinare tra il 1934 e il 1935 furono ordinate le 6 unità della serie Climene e le 8 della serie Perseo. Tale decisione fu presa non tanto per le qualità di queste navi, su cui rimanevano seri dubbi sulla loro utilità, ma sotto la spinta della crisi etiopica e le conseguenti tensioni con la Gran Bretagna che imposero la necessità di avere quante più siluranti possibili. Come accennato all'interno della Marina queste navi erano considerate, giustamente, troppo piccole per l'impiego di squadra e troppo grosse per essere usate come siluranti notturne; nonostante questi dubbi, dato il sempre crescente bisogno di unità leggere e la cronica scarsità di fondi, vennero ordinante nel 1936/37 le 16 navi della serie Alcione. In definitiva furono costruite e entrarono in servizio, tra il 1934 e il 1938, 32 unità:

  • 2 Serie Spica: Spica, Astore ( queste due navi furono vendute alla Svezia nel marzo del 1940 e rinominate Romulus e Remus ).
  • 6 Serie Climene: Climene, Centauro, Castore, Cigno, Canopo, Cassiopea.
  • 8 Serie Perseo: Perseo, Sirio, Saggitario, Vega, Aldeberan, Antares, Andromeda, Altair.
  • 16 Serie Alcione: Alcione, Airone, Aretusa, Ariel, Clio, Calliope, Calipso, Circe, Lira, Libra, Lupo, Lince, Pleiadi, Polluce, Pallade, Partenope.

    La principale differenza tra le varie serie fu la disposizione dei 4 tubi lanciasiluri da 450 mm: le due serie Spica ( che erano anche lunghe un metro in meno delle altre ) ebbe un impianto binato sull'asse di simmetria e due impianti singoli disposti uno per lato, le navi delle serie Climene e Perseo ebbero 4 impianti singoli ( riducendo cosi la capacità di salva a soli due siluri per lato ), mentre le navi della serie Alcione ( eccetto le 4 in costruzione a Fiume: Lira, Libra, Lupo, Lince ) ebbero due impianti binati sull'asse di simmetria della nave. Il resto dell'armamento era costituito da tre cannoni da 100/47 in altrettanti impianti singoli scudati ( uno a prua e due a poppa ) e 3 o 4 impianti binati di mitragliere da 13,2; per la lotta antisommergibile erano disponibili 2 lanciabombe laterali e 2 tramogie a poppa. Nel 1939 fu inziato un primo programma di ammodernamento e standardizzazione: le mitragliere da 13,2 furono sostituite con quelle più efficiente da 20/65 e installato i lanciasiluri nella logica disposizione della serie Alcione; i lavori vennero eseguiti durante i normali cicli di manutenzione, le ultime unità furono modificate nel 1941. Dopo lo scoppio del conflito queste navi subirono la sostituzione dei 2 lanciabombe originali con 2/4 lanciabombe pirici tedeschi dotati di una celerità di tiro molto maggiore; molte unità furono anche dotate di ecogoniometro di origine tedesca o italiana. Tali modifiche e l'imbarco dei complementi di guerra appesantirono oltre modo le unità; questo fatto unito all'uso pressochè continuo portò ad un brusco calo della velocità massima: nel 1943 alcune navi raggiungevano a fatica i 26 nodi.

    Sicuramente il peggiore difetto delle Torpediniere classe Spica fu il poco spazio disponibile per l'equipaggio e le lunghe missioni di scorta ( in luogo delle brevi missioni di pattugliamento notturno per cui erano state inizialmente progettate ) acuì questo particolare inconveniente rendendo gli uomini sempre più stanchi, sfiduciati e propensi all'errore. Tuttavia proprio queste navi scrissero tra le pagine più gloriose della nostra marina in cui spiccano ( senza dimenticare le centinaia di missioni di scorta durante la battaglia dei convogli ) le azioni al largo di Creta della Lupo e del Sagittario, l'epico combattimento sostenuto dal Perseo prima di affondare, lo scontro notturno tra la Cigno e la Cassiopea in cui venne affondato il Ct inglese Pakenham, l'affondamento di 7 sommergibili nemici ( 4 dei quali a opera della Circe ). Ben 23 navi furono perdute durante la guerra e per le vicende armistiziali, le 7 unità superstiti furono lasciate all'italia e ammodernate tra il 1950 e il 1953 come navi antisommerbili; l'ultima, il glorioso Sagittario, fu radiata nel 1964.

    Caratteristiche:

    Lunghezza: 81,4 m
    Larghezza: 8,20 m
    Immersione: 3 m
    Dislocamento: Standard 650 - 680 t Pieno carico 1100 - 1200 t
    Apparato motore: 2 caldaie e 2 gruppi turboriduttori per 19.000 cv/2 assi
    Velocità: 32 nodi
    Armamento Il 10 giugno 1940:
  • 3 cannoni da 100/47 mm; 6-8 mitraglire da 13,2 mm in impianti binati; 4 lanciasiluri da 450 mm; 2 lanciabombe; 2 tramogie
    Dal 1941:
  • 3 cannoni da 100/47 mm; 6-10 mitragliere da 20/65 mm ( massimo 3 impianti binati e 4 impianti singoli ); 4 lanciasiluri da 450 mm; 2/4 lanciabombe; 2 tramogie
  • Equipaggio: 6+110