I Treni Armati
della Regia Marina

Durante la prima guerra mondiale i treni armati della marina furono uno dei principali mezzi di difesa contro le incursione delle navi austriache nell'alto Adriatico e furono usati intensamente nella parte finale del conflitto: in pratica almeno un treno armato era sempre in movimento lungo i tratti di litorale più a rischio. Ovviamente queste treni avevano più un funzione di avvistamento e di primo contrasto poiché non avevano un armamento pesante ed erano comunque abbastanza vulnerabili. Con la fine della guerra quasi tutti i treni armati furono disarmati o convertiti a usi civili. Con la corsa agli armamenti degli anni trenta e con un sempre più probabile conflitto contro la Francia si ritenne ancora utili i treni armati e ne fu ordinato la costruzione e l'addestramento di almeno 8 treni armati, con due basi logistiche: La Spezia e Taranto. Nell'agosto del 1939 furono costituiti due Comandi Gruppo T.A. ( treni armati ) al comando di due Capitani di Corvetta: uno in Liguria con sede a Genova e uno in Sicilia con sede a Palermo; ossia nelle due regioni italiane più vicine a territori francesi, da cui avrebbero potuto facilmente partire attacchi navali ed aerei. Il 15 aprile 1940, nell'imminenza dell'entrata in guerra dell'Italia, i treni assunsero l'asseto di guerra previsto dalle norme sulla mobilitazione.
Un treno pronto all'impiego aveva, oltre al personale ferroviario, tre ufficiali e un numero variabile, in relazione con l'armamento del treno, di uomini : al massimo 25 sottufficiali e 101 sottocapi e comuni. La composizione dei treni variò più volte nel corso degli anni e con l'esperienza accumulata, la composizione tipo finale fu: 1 locomotiva ( ad un estremo ), 4-6 carri speciali per i cannoni, 2 carri piatti per le mitragliere, 1 carro per la centrale e la direzione del tiro, 1 carro-santabarbara, 1 carro-segreteria, 2 carri-alloggio, 1 carro-cucina, 1 carro-bagagliaio, 2 carri-munizioni di riserva, 1 carro-materiali, 1 locomotiva ( all'altro estremo ).
Il 10 giugno 1940 vi erano nove treni armati di cannoni antinave e tre armati di cannoni antiaerei; questi ultimi, da postazioni fisse concorrevano alla difesa antiaerea della zona dove si trovavano, gli altri treni avevano armi contraeree soltanto per la propria difesa. I due gruppi di T.A. erano così composti:
Gruppo con base logistica alla Spezia:
T.A. 120/1/S con 4 cannoni da 120/45 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 120/2/S con 4 cannoni da 120/45 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 120/3/S con 4 cannoni da 120/45 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 120/4/S con 4 cannoni da 120/45 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 152/5/S con 5 cannoni da 152/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 76/1/S con 6 cannoni da 76/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
Gruppo con base logistica a Taranto
T.A. 152/1/T con 4 cannoni da 152/40 mm, 2 cannoni da 76/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 152/2/T con 4 cannoni da 152/40 mm, 2 cannoni da 76/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 152/3/T con 4 cannoni da 152/40 mm, 2 cannoni da 76/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 152/4/T con 4 cannoni da 152/40 mm, 2 cannoni da 76/40 mm e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 102/1/T con 6 cannoni da 102/35 e 2 mitragliere da 13,2
T.A. 76/1/T con 4 cannoni da 76/40 e 2 mitragliere da 13,2
Ai fini dell'impiego i treni armati erano cosi dislocati:
in Liguria i 5 T.A. antinavi: a Vado, Albenga, Albissola, Cogoleto, Recco e il T.A. contraereo a Sampiedarena
in Sicilia i 4 T.A. antinavi: a Carini, Termini Imerese, Crotone, Porto Empedocle; i T.A. contraerei a Siracusa ( T.A. 102/1/T ) e a Porto Empedocle.
Concluso l'Armistizio con la Francia furono trasferiti , nell'agosto del 1940, due T.A. da 120/45 dalla Liguria in Sicilia e in Calabria, mentre un altro, con l'inizio della campagna di Grecia, venne inviato in Puglia. Nel novembre del 1941 venne deciso di sostituire i due cannoni contraerei da 76/40 mm in dotazione a ciascuno dei T.A. 152 di Taranto con mitragliere da 20 mm; gli otto pezzi resisi disponibili furono usati per armare due nuovi treni con 4 cannoni da 76 e due mitragliere da 20 ciascuno, i nuovi treni furono il T.A. 76/2/T e il T.A. 76/3/T che furono assegnati rispettivamente a Licata e a Mazzara del Vallo.
Durante il conflitto i treni armati intervennero più volte contro navi nemiche, mentre nei giorni dell'offensiva terrestre contro la Francia vennero usati anche contro postazioni fortificate sul confine ligure. I treni avevano sedi di ricovero, nelle quali si tenevano pronti a muovere con le locomotive in pressione; in caso di allarme la decisione di bloccare il traffico sulla linea era di esclusiva competenza del Comandante del treno armato, così come quella di riaprire la linea al traffico.
Il 1° luglio 1943 ( alla vigilia cioè dello sbarco degli anglo-americani ) in Sicilia vi erano ben 10 treni armati, così dislocati: T.A. 152/1/ T a Termini Imprese; T.A. 152/2/T a Carini; T.A. 102/1/T a Siracusa; T.A. 120/3/S e T.A. 76/1/T a Porto Empedocle; T.A. 76/2/T a Licata; T.A. 76/3/T a Mazara del Vallo; T.A. 120/4/S a Catania; T.A. 120/1/S a Sidereo, T.A. 152/3/T a Crotone. Praticamente tutti questi treni vennero persi nella campagna di Sicilia e solamente carri di vari treni furono ritraspostati sul continente, dove furono però usati come batterie fisse. Solamente i treni armati rimasti in Liguria furono usati fino all'armistizio, spostandosi continuamente su tutto il territorio; almeno un paio di essi furono in seguito usati dai tedeschi.
